- Autore: Giacomo Natali
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Treccani
- Anno di pubblicazione: 2023
- ISBN: 9788812011094
In Geopolitica pop. Conflitti, simboli e identità dal K-pop a Masha e Orso (Treccani Libri, 2023), Giacomo Natali parte da quello che ormai è un dato di fatto: anche prodotti culturali e mediatici possono avere delle conseguenze geopolitiche significative. Per geopolitica, qui, non si fa tanto riferimento alla definizione classica, secondo cui essa è lo studio di conflitti di potere in determinati spazi e territori, quanto alla sua accezione più ampia, per cui la geopolitica ha a che fare con vicende e tensioni della politica internazionale. In particolare, come specifica l’autore stesso, il libro pone l’accento sul concetto di soft power. L’idea di fondo, nata con Joseph Nye negli anni ‘90, è che per uno Stato sia possibile raggiungere i propri obiettivi non solo attraverso la coercizione militare ed economica, ma anche attraverso risorse intangibili quali cultura, valori e identità. In questo contesto, la cultura di massa e i media appaiono come le principali fonti di soft power.
Non sorprende quindi che Natali dedichi ogni capitolo a un diverso prodotto della cultura popolare. Musica pop, film, serie TV, l’Eurovision Song Contest, cartoni animati e videogame: sono questi gli oggetti di analisi dell’autore. Analisi che, per forza di cose, non può che essere multidisciplinare, quindi si attinge a sociologia, semiotica, cultural studies, ma anche a teoria e storia delle relazioni internazionali per restituire ai fenomeni la giusta complessità. Tutto ciò avviene in maniera molto efficace, senza semplificare eccessivamente il discorso ma anche senza appiattirlo e privarlo di dettagli rilevanti.
Il libro riesce inoltre a soddisfare un duplice obiettivo. Da un lato, come si è visto, si mettono in luce le – a volte insospettabili – implicazioni politiche di prodotti culturali provenienti da tutto il mondo. Dall’altro, si fa notare che questi effetti non riguardano solo genericamente la cultura pop o mainstream, ma anche i cittadini in prima persona. È così che, per esempio, il primo Top Gun diventa uno strumento di reclutamento dell’esercito americano; destino che in seguito spetta anche al videogioco Call of Duty: Black Ops. Più drammatico è il caso dei cittadini dell’ex Biafra, vittime prima della guerra e ora del rebranding culturale della Nigeria. I famosi eventi del Detty December e i molti set cinematografici, infatti, non hanno certo colmato il deficit democratico del Paese. Geopolitica pop, dunque, fa opportunamente notare che a un accrescimento dell’influenza culturale e politica di uno Stato non corrisponde necessariamente il benessere diffuso dei propri abitanti.
In conclusione, posto che è necessario essere consapevoli delle criticità che permangono sia all’interno dei singoli Stati sia nei rapporti tra di essi, comprendere la cultura mainstream e la sua diffusione oltre i confini nazionali sembra sempre più necessario. La geopolitica, insomma, non è mai stata così pop, e non possiamo più fingere che non ci riguardi.
Geopolitica pop. Conflitti, simboli e identità dal K-pop a Masha e Orso
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Geopolitica pop. Conflitti, simboli e identità dal K-pop a Masha e Orso
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