Europa
- Autore: Alessandro De Francesco
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2025
È un’opera di grande importanza e complessità, l’ultimo lavoro di Alessandro De Francesco, scrittore e sceneggiatore che da oltre trent’anni vive in Emilia Romagna. Laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna, i suoi romanzi hanno ricevuto nel corso degli anni numerosi riconoscimenti e premi. Europa ha al centro della sua trama gli avvenimenti tragici della guerra, le divisioni familiari, la rovina e le distruzioni come conseguenze che l’atto bellico provoca in ogni luogo e in ogni tempo. L’Europa in fiamme allora come potrebbe divenire ai nostri giorni, con il rischio di un conflitto che lacererebbe una grande comunità della quale siamo stati fondatori.
Europa è una saga familiare che, attraverso la lettura storica, fa sorgere pensieri e riflessioni in chi legge; la storia di chi guardava all’Unità d’Italia e a una coscienza europea quale ideale per cui combattere e morire. Il capitano Lodovico Naldi, del casato nobile di Faenza, fu attraversato da un ricordo, di quando aprendo gli occhi sul terreno di combattimento vide la sua divisa inzuppata e tutt’intorno feriti con nell’aria l’inconfondibile odore della polvere da sparo, e suo fratello Ippolito colpito dal calcio di un fucile da un soldato francese. Era il 2 febbraio 1797: la vittoria francese nella battaglia di Faenza e l’entrata di Napoleone a Forlì. La Campagna d’Italia di Bonaparte culminò nella fine della Repubblica di Venezia; il Veneto all’Austria e Lombardia ed Emilia-Romagna alla Francia.
La sorella Costanza, devota alla famiglia e ancora bella dopo tutti gli anni trascorsi ad attendere il ritorno dei fratelli, si era impegnata per il casato e la proprietà dei terreni, devastati dagli eserciti in marcia. “Aveva passato l’età da marito da diverso tempo e ormai si era rassegnata”. Nonostante fossero trascorsi anni dal suo impegno militare, Lodovico chiese di essere reintegrato nel suo reggimento. Non poteva negare la sua presenza a seguito dei nuovi avvenimenti. I suoi due figli Filiberto e Augusto erano cresciuti sotto l’ala protettiva di Costanza e lontani dall’immoralità della moglie, e avrebbero compreso i motivi della sua decisione. Ogni divisione d’Italia partiva per la Spagna, anche il reggimento di Lodovico, lo squadrone dei Dragoni Napoleone. Costanza, rattristata dalla separazione dal fratello, si era immersa nella sua passione per la letteratura che la portava spesso a viaggiare con la mente.“ Le piaceva leggere le descrizioni di paesi lontani ed esotici”. Lodovico non mancava di inviare lettere alla sua amata sorella per rasserenarla e infonderle coraggio nei due anni trascorsi in Spagna, cercando di stare lontano dai pericoli, nonostante gli inglesi fossero decisi a non fermarsi fin quando non avessero catturato Napoleone, e gli austriaci fermi ad aspettare gli eventi. Ferito in combattimento, venne fatto prigioniero e di lui non si saprà più nulla. La morte di Lodovico sarà avvolta per sempre dal mistero.
L’unico pensiero di Costanza era di rimanere accanto ai nipoti e di provvedere a quello che era rimasto del patrimonio di famiglia, mentre Ippolito, con la sua famiglia, era sempre più lontano e sedentario. Con la caduta del Regno d’Italia e la morte di Napoleone, nacque un clima di nuovi fermenti ideologici. L’ideale di un’Italia non più divisa era nell’immaginario di due giovani amici, studenti universitari, Francesco, figlio di Filiberto, e Filippo. “Irruento e passionale il primo, riflessivo e determinato il secondo”. Pronti a morire con il Battaglione Universitario composto da studenti volontari delle università toscane di Pisa e Firenze, per il sogno del Risorgimento della Patria che intonava il canto degli italiani, Fratelli d’Italia del giovane patriota genovese Mameli. Francesco verrà ferito in battaglia vicino Mantova, Filippo fatto prigioniero e portato in Boemia. Gli austriaci avevano vinto e gli orrori della guerra furono difficili da dimenticare.
Quando sei fortunato e ti salvi, racconterà Francesco, ne esci comunque con la mente devastata. Quando, invece, la fortuna ti volta le spalle, le tue carni vengono lacerate e il tuo sangue comincia a sgorgare come l’acqua di una cascata. Se ti va bene, muori subito. Altrimenti la tua agonia si protrae per ore, giorni. Resti marchiato nel corpo e nell’animo.
Il sogno dell’Italia nei due giovani amici rimarrà ancora intatto. I moti del 48 avevano suscitato la voglia di indipendenza in nobili e borghesi, nei ricchi e poveri, tutti erano uguali di fronte al nemico. Sia Francesco che Filippo sentiranno riaccendersi lo spirito di libertà nelle gesta di Garibaldi e nella speranza di un’Italia unita. Ma le divisioni, un tempo individuate dai confini tra Stato e Stato, le differenze economiche, sociali e culturali continuarono nel nuovo regno fino all’avvicinarsi del conflitto della Grande Guerra.
Europa è un’opera notevole che ha richiesto passione e impegno, il particolare e soggettivo Guerra e Pace del nostro autore; più di un secolo di avvenimenti storici dai tumulti alla rivoluzione, dalla Campagna d’Italia alle guerre d’indipendenza, con le sconfitte e le vittorie. Un racconto corale con tanti protagonisti, dalla Spagna all’Irlanda fino al Nuovo mondo, che apre oggi più che mai, con i conflitti bellici quotidiani nei nostri occhi, il complicato dibattito sugli insegnamenti contro la guerra, la difesa della pace e della vita.
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