- Autore: Riccardo Agnello
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Etimi di Riccardo Agnello (40due edizioni, 2025) è un’intrigante disquisizione su alcuni termini adoperati nel quotidiano tra la popolazione dell’Isola più grande del Mediterraneo. L’autore è un noto e affermato architetto palermitano e con questo suo agile, breve ma incisivo volume ha voluto fare memoria di alcune espressioni dell’idioma locale alla ricerca del loro etimo, mettendone in forte dubbio la loro vera o presunta veridicità e autenticità.
Il sottotitolo di copertina esplicita scherzosamente i contenuti, mettendo prioritariamente sull’avviso i lettori, recitando così: “Questo è un libro, attenzione, leggere può creare indipendenza”. Pare essere solamente una boutade, ma è un appunto che nasconde un qualcosa di più complesso e serio che si vuole fare emergere. Si vive un tempo in cui tutto viene vissuto in fretta, con una soglia di attenzione sempre più bassa e con un analfabetismo funzionale in crescente aumento. La scrittura e la lettura sono un argine a questa deriva. Ma si parla di libri, non di strumenti digitali che sovente producono dipendenza, mentre leggere, come recita l’assioma dell’autore, produce indipendenza.
Un volume tra il serio e il faceto che suscita curiosità e interesse, dai toni lievi, spaziando su alcune espressioni locali quali la parmigiana di melenzane, che non ha niente a che vedere con la città di Parma. Ma sono tanti gli etimi presenti nel volume, come alcune aggettivazioni di cui l’autore ci spiega le origini, alcune veramente singolari e inimmaginabili. Sono annoverati etimi di luoghi, cibi e oggetti di uso giornaliero che hanno un’origine singolare, curiosa, sovente divertente.
L’autore ha voluto lasciare traccia di un linguaggio, che per certe parole appare spesso desueto in quanto legato a una particolare epoca o a una generazione, che però è da conservare come immagine di costume. Riccardo Agnello ha ritrovato in un angolo della sua memoria delle espressioni divertenti e caratteristiche che sarebbe stato un vero peccato non trasmettere ai posteri. Un libro dunque che si propone di perpetuare la tradizione.
Sono tutti racconti curiosi da leggere comodamente tutti di un fiato e con grande piacere. Tra i tanti etimi si ricorda ancora quella di un formaggio denominato “piacentino” che non trova origine a Piacenza ma a Enna ed è così chiamato perché piacevole al gusto. Vi poi sono aneddoti, strani e poco conosciuti ai più, come quella di “Toco”, che trova origine dalla marca di pregio, molto raffinata, di una particolare cravatta, Toca, e che per proprietà transitiva passava a chi indossava una cravatta di gusto, da non confondere con quelle “marca braccio”. Una ricerca che ha l’autore ha meditato per anni e che al fine ha deciso di mettere per iscritto come ancora il cappello di Panama che invece è fabbricato in Equador.
E ancora l’autore ci spiega come il tipico saluto “ciao”, che si può assimilare al siciliano “servo vostro” ad esprimere disponibilità e umiltà verso l’interlocutore, tragga origine dal veneto “s’iavo”, arcaismo di schiavo. Altro curioso etimo che l’autore ci svela è, tra i numerosi, quello del termine “vasistas”, che nasce a Monaco da un ricco signore che stava facendo costruire una stupenda villa con un bellissimo panorama. Chiama un falegname dicendogli di collocare un’ampia finestra con una apertura particolare, di cui lo stesso committente restò sorpreso e meravigliato nella sua pratica realizzazione materiale con più cerniere, esclamando stupito appunto “Vas is das”, che in tedesco vuol dire cosa è questo. A dimostrare come spesso sono gli aneddoti che danno vita a termini che nascono casualmente.
Corredano e accompagnano la scrittura del testo simpatici e pertinenti disegni, che illustrano al meglio il narrato e che rendono ancor più gustosa la lettura.
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Un libro perfetto per...
studioso e appassionato di etimologia, letteratura, storia locale
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Etimi
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