Ecologia delle stagioni
- Autore: Alessia Bronico
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2026
È piuttosto difficile scrivere di una persona che virtualmente conosci da anni. Alessia Bronico mi è stata vicina nel periodo più difficile della pandemia, e mi ha insegnato la pazienza e lo scorrere dei giorni e dei mesi. Senza chiacchiere inutili, ma la realtà per come si presentava. La sua forza interiore e i cambiamenti privati nella sua vita l’hanno portata verso un romanzo bello a cui tiene molto, ovvero Splendora per i tipi di Brioschi editore, pubblicato nel 2022 e dove si narrano le vicende di Dora, da bambina ad adulta.
La Bronico si è avvicinata alle sue origini abruzzesi, facendo da spola tra il suo paese natale e la Lombardia. Ha cambiato modo di vivere, e ora torna a una silloge matura e appassionata. Il titolo è Ecologia delle stagioni (Puntoacapo, 2026), e alcune poesie sono apparse nei quotidiani, riviste online e blog.
La silloge inizia con una poesia di Michel Houellebecq, i versi di un narratore controverso e polemico, che ci avverte che l’autentico è banale e che capitano le stesse cose fino alla nostra dipartita; la scrittrice risponde con un elogio per la primavera, una delle tante che ha vissuto e che aspetta ogni anno, e la parola più usata è libertà, poi trasformazione, voglia di osare, tanto poi arriverà l’estate, l’autunno e l’inverno del suo poetare. Fa sua la vis polemica di Houellebecq, tanto che nella poesia che ha come titolo La prima strofa scrive:
Agli ipocriti lascio il trono / il vertice / la punta di diamante, / io / per me occupo / la sedia cricchiolante.
L’autrice ha deciso di vivere scomoda, di preferire gli strapuntini, col rischio di cadere, ma che la liberano da una vita quotidiana precedente in cui non si sentiva in secondo ordine, ma nascondeva nella ripetitività bugie, sotterfugi, l’opacità delle cose troppo comode, come il disamore per qualcuno o per un luogo preciso, tanto da ritrovare affetto e appartenenza nella regione abruzzese, prima, forse, negletta.
C’è / sempre uno strazio di luce, / bisogna essere lievi.
Ritrovare o trovare una leggerezza che si era dimenticata e perduta, e non importa se è poco adatta in questi tempi bui, complessi, pesanti. Ma Bronico non ha bisogno di elencare la complessità del mondo; si sono scritti versi in tutte le guerre e in tutti i paesi assediati, hanno scritto rime baciate anche durante pandemie passate, paesi colonizzati.
E in ogni caso:
Non essere di nessuno / né dei luoghi né degli uomini / essere verde, azzurro, marrone / Il dove, il quando, il come / la libertà che non ha nomi.
E torna la parola libertà, come se Alessia Bronico fosse chiusa in un fortino e solo ora si gusta la scarcerazione, che deve essere anche pericolosa, perché vivere in pace è la cosa più difficile di questo mondo.
Ecologia delle stagioni è una silloge importante, dura e commovente, opaca o chiarissima; l’autrice non ha perso la mano a scrivere versi.
Ecologia delle stagioni
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Ecologia delle stagioni


Lascia il tuo commento