In una sala male illuminata, circondata da una tecnologia assai poco consueta, si sono radunate alcune creature, nella maggior parte sedute in cerchio, altre invece collegate in videochiamata, per dare avvio a un simposio del quale sono al contempo spettatrici e oratrici. Fra queste, due creazioni kafkiane, incluso il protagonista de La Metamorfosi, il Caliban shakespeariano, Cappuccetto Rosso e il celebre burattino di Collodi, Cugino Itt, King Kong, Morticia e Pulcinella. Benché le basi siano solide e condivise, i loro interventi si affastellano, danno avvio a un botta e risposta molteplice, si scontrano e riconvergono. Samsa parla di “sessismo, misoginia, binarismo” e cita la “disobbedienza”, lo scalatore dell’Empire State Building si sofferma sullo “sciopero” e sulla legge Basaglia, Iena-scrofa si inalbera alla fine del suo intervento e sbotta contro “l’ambiente ostile in cui ci muoviamo”, Tiresia si e li definisce “veggenti, creature che osservano [...] da una prospettiva sghemba, obliqua” e Cappuccetto Rosso tira in ballo lo “stigma puttanofobico”. Quasi alla fine del simposio, Pandora chiosa:
I nostri bisogni saranno davvero soddisfatti solo in una multiforme alleanza, impegnata in un gioco-lavoro collettivo di cui siamo artefici e responsabili. Sembra utopia, sembra ucronia, eppure possiamo cominciare subito e gioire di ogni piccola azione antifascista e antipatriarcale che possiamo mettere in atto: sui posti di lavoro, se li abbiamo, nelle scuole, nei convivi, nelle relazioni e in tutti i contesti che attraversiamo.
Il rapporto trascritto di questa conferenza costituisce le prime, eccezionali pagine di Contro la politica delle briciole. La mostruositrans e altre mitologie femministe, lo straordinario libro di filo sottile da ieri in libreria (Tamu edizioni, 2025).
Componendo nuove storie e visioni tutto intorno a un pamphlet già apparso nel 2020 per la casa editrice Eris, filo sottile amplifica e impreziosisce la sua “galleria di presenze mostruose”, una “disparata squadra multispecie” di esistenze “che vivono fuori dalla norma”, per mettere in luce gli ingranaggi, sia traumatici che salvifici, sia immaginari che imposti delle nostre società, da un punto di osservazione, quale quello dei margini, che è sempre privilegiato per una corretta visione di insieme. Tassonomie, educazione, imposizione, binomio margini-centro: tutto l’impianto patriarcale viene sviscerato da questa congerie di esseri non accettati, presi in prestito dal canone per farli esplodere in tutta la loro potenza, aprendoci alla presa di coscienza. Uno dei moti che questa lettura può smuovere nei lettori e nelle lettrici è infatti permettere loro di incamminarsi in quell’accumulo di comprensioni che vive Eva nel testo intitolato Foglie di fico. Cacciata dal Paradiso terreste e alle prese con nuovi concetti, come l’“adesso” monetarizzato dal lavoro, la prima donna si muove a tentoni di fronte a forze che non comprende, prima fra tutte la brutalità di Adamo; sarà l’incontro con Lilith, essere-non-normato, a indicarle il cammino verso la consapevolezza:
Ho pensato che la vera vergogna è coltivare l’inconsapevolezza. […] Silenzio, solipsismo e disinteresse nutrono il dominio e la supremazia degli Eden. Io no, io basta: voglio conoscere, incontrare, confrontarmi, tenere aperta la porta alla sorpresa e alla meraviglia, imboccare la strada della collaborazione.
Il mondo delle creature è quello sofferto delle realtà trans. Lo spetto dello stigma e del dolore viene colmato nella sua interezza: l’impasse dei percorsi medici, i confini strettissimi del cliché, la non accettazione silente oppure orrendamente gridata, i cortocircuiti linguistici e le tiritere politiche sono estreme, onnipresenti forme di sofferenza psicofisica. Pertanto, in queste pagine i gradini difficili da leggere sono tanti, la solitudine risuona potente. Come nelle parole della creatura venuta fuori dal romanzo di Shelley:
Frankenstein ha ritenuto di piantarmi in asso e io mi sento di dire che la sua assenza me lo ha risparmiato non solo nelle vesti di padre ma anche in quelle di educatore e precettore. Tanto di guadagnato. […] In seguito nessuna anagrafe ha registrato la mia esistenza e nessun circuito scolastico mi ha dato posto. Certamente questo mi rammarica […] soprattutto perché la compagnia di altre creature avrebbe dato un vivace impulso alla consapevolezza di me e del mondo.
Ed è proprio nel senso di comunità, di lega fra le creature altre, e nell’intento delle lotte condivise che ogni storia raccolta in Contro la politica delle briciole (e tutte le storie sono corali, vedono gruppi muoversi, ritrovarsi compatti, mettono in scena voci che si uniscono, incontri, destini che si allacciano) - questo senso di comunità e di lotta condivisa, dicevo, è al cuore di queste pagine. filo sottile, fin dal titolo, richiama infatti all’importanza del femminismo e scrive:
Chi ci difende, allora? Il femminismo. [...] La nostra sicurezza, prosperità, felicità si costruisce altrove, nell’alleanza delle persone oppresse dalla norma, dall’eterocispatriarcato e dal neoliberalismo.
E rincara nelle note finali:
“Trans” è un modo di stare al mondo, “femminista” è un modo di leggerlo, di agirvi e percorrerlo: sono innumerevoli le persone non cis che usano questa chiave di lettura e pensano e dicono e fanno cose femministe. Si impegnino le donniste essenzialiste a trovarsi una parola diversa per definire l’ideologia bianca, cis, binaria e borghese di cui sono portavoce e che ispira le destre reazionarie, conservatrici e ultraliberiste in tutto il pianeta. Io per me ho deciso che mi dico femminista.
Se non bastasse elencare tutte le vene che attraversano questo libro per provare a indicarne l’alto valore, va infine aggiunto che è stato scritto con una grazia rara. Le rivisitazioni (e forse non è nemmeno il termine corretto, perché si ha l’impressione di scendere nel fondo più intimo e vero di ogni creatura, di ogni essere o mito tracciato, all’origine) detonano in uno stile perfetto, piacevole e profondo, chiaro e lineare. Contro la politica delle briciole ha la natura di un pamphlet su sfondo teatrale e ogni sua pagina è mirabilmente cesellata. Bellissimo e necessario.
- Autore: filo sottile
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Contro la politica delle briciole. La mostruositrans e altre mitologie femministe
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