Buonvino e l’omicidio dei ragazzi
- Autore: Walter Veltroni
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
Eccoci al sesto giallo del Commissario Buonvino che Walter Veltroni pubblica per i lettori, 300.000 dice la fascetta, appassionati di questi libri che raccontano una Roma violenta, ma anche una squadra di poliziotti, quelli del commissariato di Villa Borghese, rassicuranti, persone, donne e uomini, veri difensori dei cittadini; a cominciare da Giovanni Buonvino, ormai sposato con la collega Veronica Viganò, comunque rispettosa delle prerogative del capo.
Il delitto che si trovano a fronteggiare i poliziotti nelle pagine di Buonvino e l’omicidio dei ragazzi (Marsilio, 2026) è orribile: una ragazza giovanissima e bella è morta impiccata all’orologio ad acqua che si trova alla metà del viale che porta al Pincio. Da piccola lo frequentavo ed era detto il viale dei Somarelli, per un piccola vettura rossa piena di bambini trascinata da mansueti asinelli. La ragazza uccisa in modo barbaramente scientifico si chiama Ludovica, andava a scuola al liceo artistico di Ponte Milvio, sua madre Lidia, infermiera, è distrutta, sostenuta dal compagno Giulio, dato che quando la figlia aveva sette anni il marito Antonio era stato stroncato da una strana e dolorosissima malattia. Ludo era una brava ragazza, buoni i risultati scolastici, un’unica amica, Sara, con cui prendeva l’aperitivo a piazza dei Mirti dopo cena. La mamma non la sentiva rientrare, perché era solita prendere un sonnifero potente.
Il commissario Buonvino e la sua squadra cominciano un’indagine molto approfondita e scoprono che la verità è un’altra rispetto a quella riferita dalla madre della vittima. Questo consente a Veltroni di inoltrarsi nel labirinto del mondo giovanile, quello dei teenager che frequentano un liceo romano. Ludovica è una ragazza infelice, ha subito la morte di suo padre, allontanata dalla madre per proteggerla, ha una vita segreta molto inquietante, ha frequentato un gruppo di ragazzi più grandi di lei, spinelli e alcol consumati abbondantemente. Molti pregiudizi, sembra riferire l’autore, si riferiscono al comportamento dei ragazzi che fanno da sfondo a questo scenario: vita notturna, foto e video di nudi e un professore non del tutto adeguato al suo ruolo preludono a una scena delittuosa, anche se l’accuratezza quasi scientifica di un delitto programmato fa pensare a qualcuno dalla mente più adulta.
Il mondo giovanile è un universo molto complesso, avvicinarsi al quale, da parte di osservatori maturi, può fornire delle sorprese inattese; è quello che scoprirà con il suo intuito proverbiale Giovanni Buonvino, che sembra incarnare il modo di ragionare di una adulto senza preconcetti, un poliziotto come tutti vorremmo che fossero i cosiddetti tutori dell’ordine. In tempi di strette securitarie, di manifestazioni estremamente violente che infiammano le nostre città, di attacchi alla democrazia da parte di gruppi isolati ma estremamente agguerriti e organizzati, il ruolo della polizia di Stato è un presidio legalitario per tutti i cittadini.
I libri di Veltroni alleggeriscono la tensione e restituiscono al Commissariato e ai suoi uomini il giusto compito di difensori di donne e ragazzi giovanissimi, che troppo spesso finiscono in vortici devastanti, in situazioni più grandi di loro. Impagabile come al solito la lista delle citazioni che Veltroni non fa mai mancare: articoli, saggi, brani musicali.
Buonvino e l'omicidio dei ragazzi (La serie del commissario Buonvino)
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