- Autore: Antonio Boggio
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2025
Alvise Terranova è tornato. E con lui tutta la sua squadra di amici, colleghi, questore, PM e “varia umanità carlofortina”. Il commissario di carta, frutto della felice ispirazione di Antonio Boggio, è di nuovo al centro di inchieste e misteri nella bella Carloforte, comune dell’isola di San Pietro, a sudovest della Terra dei Quattro Mori.
Dopo Omicidio a Carloforte e Delitto alla Baia d’Argento (entrambi pubblicati da Piemme), Assassinio all’isola di San Pietro, la terza fatica letteraria del giovane scrittore sardo, entra a far parte di diritto de “Il Giallo Mondadori”, collana dedicata dell’omonima casa editrice.
Le coordinate e i punti di riferimento restano coerenti rispetto agli altri due lavori, ingredienti di base su variazioni ad hoc anche in questo romanzo. La bonaria indulgenza, l’umorismo scanzonato e irriverente e la falsa indolenza del commissario la fanno da padroni, guidando il lettore lungo una trama articolata e densa. Il set dell’azione, come già detto, rimane Carloforte, lambita da un sole tiepido e dalla brezza di una svogliata coda d’estate, impreparata a cedere il testimone a un autunno ancora acerbo. Il soundtrack è assicurato dalla roca vocalità e dalla timbrica inconfondibile di Tom Waits. Il buon vino, l’ottima cucina e le traversate in mare sul Tritone non mancano neppure stavolta, anche se l’idillio delle meritate ferie dell’inquirente con la sua Elisabetta ben presto è spezzato da un’emergenza che arriva direttamente dal commissariato.
L’attenzione di Alvise si concentra sui particolari utili a decifrare la dinamica di un caso, che di primo acchito sembrerebbe già risolto, per quanto un assassinio travestito da suicidio non lo convinca per nulla. Lo stile e il ritmo prosastici si piegano, con pacata accondiscendenza, per aderire alla profonda umanità del protagonista e all’atmosfera volutamente slow, disegnate con sapienza dall’autore.
La lingua, sempre più vigile, consapevole e matura, risulta immediata ed efficace nell’incedere, ma non per questo immune da una buona capacità evocativa, in grado di restituire immagini suggestive e accattivanti. L’aspra melodiosità del tabarchino, variante del ligure assai diffusa nell’isola di San Pietro, contribuisce, con rari e rapidi cenni, a dare ulteriore verve al linguaggio.
Durante le indagini lo sguardo di Terranova si rivolge, con quieta e rassegnata benevolenza, pure verso i torti della vita e le pieghe meno felici dell’animo umano, in nome di una cifra morale assoluta, nonché di un’idea di giustizia al di sopra di norme e leggi. Questa sua indiscussa empatia, insieme a fiuto e intuizioni vincenti, lo portano, tra depistaggi, svelamenti, colpi di scena finali e il dipanarsi progressivo di un ordito fitto, verso la scoperta della verità in un crescendo sempre più avvincente. Nel mentre anche la sua vita privata non pare potersi sottrarre agli scossoni di marosi, onde alte, dubbi e tante reminiscenze del passato.
L’epilogo, scientemente in bilico, ha il sapore di una tacita promessa rivolta al lettore, di una sospensione pensata, di un congedarsi tutt’altro che definitivo, di un arrivederci, piuttosto che di un addio. Da non perdere!
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Assassinio all’isola di San Pietro
Bella recensione. Trama avvincente, credo proprio che lo leggerò...
Grazie per la tua recensione puntuale e affidabile come sempre, tanto da avermi indotto ad acquistare il libro Assassinio all’isola di San Pietro!
Interessante analisi del romanzo di Antonio Boggio. Ho avuto modo di leggerlo, mi è piaciuto e condivido la tua disamina.
Grazie!
Recensione puntuale ed accattivante. Ti viene la voglia di correre in libreria ad acquistare il libro...così ho fatto.