- Autore: Valentina D’Urso
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: il Mulino
- ISBN: 9788815081377
Leggere Arrabbiarsi (Il Mulino, 2010) di Valentina D’Urso è un po’ come fermarsi davanti a uno specchio che mostra qualcosa che conosciamo bene – la rabbia – ma in una luce diversa. Fin dalle prime pagine colpisce il modo in cui l’autrice descrive le situazioni in cui arrabbiarsi non solo è inevitabile, ma addirittura utile. La rabbia, quindi, viene vista come uno strumento che protegge, che mette un confine, che serve a dire “basta” quando necessario.
Originale è la parte dedicata al linguaggio, e in particolare alle parolacce. Nel quotidiano ci sono diverse situazioni in cui ci scappano parolacce istintivamente, e invece qui vengono raccontate come parte integrante della nostra comunicazione, con un senso preciso, con un effetto emotivo reale. Analizza l’etimo e la fonetica dei termini più utilizzati, e l’effetto distorto che creano, quando le impieghiamo per significati diversi, quando si vuole indicare cioè una cosa facile o al contrario un errore. È come riabilitare un lato di noi che tendiamo a giudicare troppo in fretta. Lungi dall’essere solo “volgarità”, esse diventano veicoli potenti per esprimere sentimenti intensi, scaricare tensione e talvolta persino stabilire complicità. Questa prospettiva ribalta l’idea comune e invita a guardare al linguaggio come a un canale vivo, in cui rabbia ed espressività si intrecciano.
Questo, però, non è un libro “terapeutico”. Non è la lettura che insegna a controllare la rabbia o che garantisce di non esplodere più. La rabbia non dipende solo da noi, ma anche da come gli altri ci parlano, da come si comportano, dal contesto che ci circonda. È una danza a due, non un monologo interiore. In questo senso, l’approccio della D’Urso risulta realistico e privo di facili illusioni: non cerca di proporre tecniche o ricette rapide, ma piuttosto di ampliare la consapevolezza del lettore.
La scrittura è limpida, essenziale, senza tecnicismi che potrebbero scoraggiare i non addetti ai lavori. La brevità del testo diventa così un pregio, perché concentra le idee in poche pagine dense e stimolanti, che si leggono senza fatica ma che continuano a far riflettere a lungo. È una lettura adatta a chiunque, anche a chi non abbia mai affrontato saggi di psicologia o di scienze umane. Inoltre, la chiarezza espositiva e il tono divulgativo rendono il libro adatto non solo a un pubblico curioso, ma anche a insegnanti, educatori o chi lavora a stretto contatto con le emozioni degli altri. La rabbia, infatti, riguarda tutti e attraversa la nostra vita quotidiana molto più di quanto siamo disposti ad ammettere.
Breve e preciso, non perde tempo. Lo si legge in poco tempo, senza bisogno di conoscere prima psicologia o filosofia, eppure lascia addosso diverse domande e qualche risposta inaspettata.
Arrabbiarsi è dunque un libro utile e scorrevole, che non pretende di cambiare la vita ma che offre un nuovo sguardo su un’emozione che spesso giudichiamo solo negativa. Non insegna a non arrabbiarsi, ma aiuta a pensare che la rabbia, se viene correttamente capita, può avere una sua dignità e persino un valore costruttivo.
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Studiosi di scienze umane, pnl, psicologia, scienze della comunicazione, pedagogia
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Arrabbiarsi
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