- Autore: Ettore Beggiato
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788884499882
Di sicuro a Ettore Beggiato non fa difetto la sincerità, l’onestà intellettuale. E così l’introduzione del suo ultimo libro 1797: la Serenissima e l’occupazione napoleonica (Editrice Veneta, 2025) inizia così:
Questo è un libro di parte. Lo ammetto, quando scrivo della Serenissima sono poco obiettivo… e anche quando scrivo di Napoleone.
In effetti l’autore denuncia con forza e con vigore i crimini compiuti da Napoleone delle terre della Serenissima (dalla Lombardia Veneta alla Dalmazia, alle isole Jonie), dalle rapine sistematiche ai Monti di Pietà, alla spogliazione di un gran numero di opere d’arte (che ancor oggi si trovano al Louvre e in tanti musei francesi), alla razzia sistematica degli argenti nelle chiese, a tutto quello che capitava per mano a quella “accozzaglia di morti di fame e di tagliagole” che era l’esercito francese: cavalli, buoi, lenzuoli, coperte, viveri di tutti i generi, vino, perfino le fibbie d’argento delle scarpe, l’esercito napoleonico nelle terre della Serenissima fu peggio delle cavallette.
Per non parlare del tentativo sistematico di distruggere l’identità della Serenissima: Napoleone, nella dichiarazione di guerra di Palmanova del primo maggio 1797, dichiara guerra al Leone di San Marco, simbolo della Serenissima, simbolo e bandiera del popolo veneto: si calcola che nella sola Venezia sono stati distrutti e scalpellati oltre 1.000 Leoni di San Marco e in tutte le terre della Serenissima si arriva all’impressionante numero di cinquemila.
Una parte significativa del libro di Beggiato (350 pagine con diverse foto a colori) è destinata alla lotta, alla resistenza nel nome di San Marco contro gli invasori francesi; Ettore Beggiato non perde occasione di contestare l’impostazione del mondo della cultura dominante (storici, docenti, intellettuali vari), tutti, secondo l’autore, filo napoleonici, filo giacobini, secondo la quale il popolo festante accorreva in piazza all’arrivo dei francesi e al conseguente impianto dell’albero della libertà. In effetti, il saggista veneto raccoglie una mole impressionante di documenti e di testimonianze nelle quali emergono una resistenza impressionante nel nome di San Marco che tocca un po’ tutte le terre della Serenissima: dalle vallate bergamasche e bresciane alla settimana di guerriglia in Verona (le Pasque Veronesi), dalla strenua difesa dell’Altopiano dei Sette Comuni (Vicenza) alla protesta a Venezia stessa che provoca la reazione dei giacobini armati di un cannone sul Ponte di Rialto con il ferimento e l’uccisione di diversi veneziani colpevoli solo di gridare “Viva San Marco!”, dalle città istriane che si ribellano sempre nel nome di San Marco alla fedelissima Dalmazia, dove il Leone continua a sventolare anche dopo la caduta della Repubblica per oltre tre mesi, fino alla stessa Corfù occupata in maniera cialtronesca e truffaldina dai francesi, che entrano nel porto con una nave che batte bandiera di San Marco.
Particolarmente interessante è il capitolo che l’autore dedica ai “diaristi”: tenere un diario in quegli anni era un’abitudine diffusa e da queste testimonianze emerge una storia vista dal basso di grande interesse, e di svariate impostazioni; e così troviamo diversi preti, la contessa Ottavia Negri Velo ma anche gente che aveva sì o no la seconda elementare, come il sarto Pietro Basso, il ciabattino Bernardo Bocchese e l’oste Valentin Alberti.
In conclusione, 1797: la Serenissima e l’occupazione napoleonica è un libro che merita di essere letto, un libro che, come dice Ettore Beggiato, presenta la storia vista dalla parte di un veneto.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: 1797: la Serenissima e l’occupazione napoleonica
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