Une étrange défaite
- Autore: Didier Fassin
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2024
I fatti del 7 Ottobre 2023, ormai noti a chiunque abbia almeno una vaga idea della situazione mondiale e, più nel particolare, del conflitto israelo-palestinese, hanno incendiato una miccia che ha portato a conseguenze disastrose, come i vari notiziari ci ricordano ogni giorno. Quella del governo israeliano, spacciata inizialmente per una prevedibile e normale azione di difesa, ha conosciuto una rapidissima escalation, arrivando a proporzioni che possono essere senza timore definite disumane, e rivelando il proprio vero scopo: la distruzione totale del popolo palestinese, senza se e senza ma.
L’indignazione dei popoli verso questo esecrabile piano e le mille manifestazioni di protesta e di solidarietà alla Palestina sono ormai storia di tutti i giorni. Se, però, spostiamo l’attenzione dall’uomo della strada all’ambito politico e prendiamo in considerazione i governi, soprattutto degli stati europei, la situazione cambia non poco. Si assiste, infatti, a una sorta di giustificazione nei confronti delle autorità israeliane, o, quanto meno, a un totale disinteresse verso le sofferenze dei palestinesi: come se la politica internazionale non fosse assolutamente interessata al massacro del popolo di Gaza, o comunque lo considerasse “inevitabile” e non ritenesse opportuno o conveniente “alzarsi in piedi” per difendere i diritti umani di un popolo violentato.
Didier Fassin prova a dare una risposta con il breve saggio Une étrange défaite, il cui francese chiaro e non eccessivamente tecnico risulta molto ben intelligibile anche a chi abbia una conoscenza base della lingua. “Del consenso alla distruzione di Gaza” recita il sottotitolo di questo saggio, al momento non disponibile in traduzione italiana, pubblicato lo scorso anno per la casa editrice La Découverte dal professore titolare della cattedra di Questioni morali e sfide politiche nelle società contemporanee al Collége de France.
Il libro è denso di numeri che avremmo preferito non dover mai leggere, relativi ai massacri perpetrati ai danni dei palestinesi; numeri che non ricorderemo mai a memoria, ma che serviranno a darci la misura di quello che sta realmente succedendo. Scrivo “realmente” perché quello su cui Fassin pone l’accento è anche una censura strisciante che accomuna Stati Uniti e paesi europei, per mezzo della quale si cerca di evitare di parlare “troppo” del problema, o di portarne alla luce aspetti che risulterebbero “eccessivi”.
Ma perché i governi sono così fortemente sbilanciati a favore di quello israeliano? Certamente, come sempre succede in questi casi, sono motivi economici a farla da padroni, legati principalmente alle forniture di armi. Ma non è solo questo. Fassin cita la giornalista svizzera Mona Chollet, secondo la quale si tratta di “sdoganare le loro colpe nella shoah” e di “lasciare che Israele risolva il problema da sé”. In altre parole, schierarsi a favore della Palestina equivarrebbe, nella mente di molti governanti, a riaccendere la scintilla dell’antisemitismo. Ma, se il problema in effetti esiste (basta farsi un giro sui social per rendersi conto di quante menti razziste non chiedessero migliore occasione per ricominciare ad attaccare gli ebrei), stigmatizzare quello che a tutti gli effetti è un genocidio in corso è forse antisemita? O non è forse proprio Israele a distruggere, colpo dopo colpo, la propria immagine e credibilità?
Une étrange défaite
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Un libro perfetto per...
A chi è padrone del francese e si interessa alla situazione politica internazionale.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Une étrange défaite
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