- Autore: Niviaq Korneliussen
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Iperborea
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788870917000
Stando alle informazioni proposte da Wikipedia, Nuuk, in Groenlandia, ha poco più di ventimila abitanti, cifra modesta per una capitale, spiegata di certo dalla sua latitudine estrema. Ma bastano queste poche manciate di persone a renderla, insieme, un labirinto e un ritrovo.
Nuuk è grande quando cerchi qualcuno. Incroci sempre quelli che non vuoi vedere, mentre quelli che vuoi vedere scompaiono.
Così chiosa uno dei personaggi di Una notte a Nuuk, l’esordio di Niviaq Korneliussen (“l’inaspettata stella letteraria groenlandese”, come l’ha definita il “New Yorker”) edito nel 2025 da Iperborea con la felice traduzione, come il precedente e intensissimo La valle dei fiori, di Francesca Turri.
Fra le sue vie, bazzicano fra locali e incrociano i propri destini i cinque protagonisti del volume, Fia, Inuk, Arnaq, Ivik e Sara, che si passano il testimone fra gli altrettanti capitoli del libro prendendo voce e raccontandosi. Schietti, incasinati, indecisi, a cavalcioni lungo il confine delicatissimo fra la fine dell’adolescenza e l’ingresso nel mondo degli adulti, questi ragazzi annaspano e perdono la bussola ogni volta che si scontrano fra loro, incapaci di dare il giusto ascolto alle voci che li abitano, impossibilitati a definirsi.
Sono almeno due, infatti, i campi che li attanagliano e increspano le loro identità, com’era il caso anche nel precedente volume dell’autrice. Da una parte c’è la non perfetta adesione alla realtà che li circonda, una voragine che li separa dall’accettazione della nazione, della cultura e dell’orizzonte che li ha visti nascere; un isolamento almeno doppio, come vivessero su un’isola nell’isola.
Devi credermi. Ti sbagli. Sei su un’isola che non cambierà mai. Sei su un’isola circondata dal nulla. Sei su un’isola prigione senza vie di fuga. Sei sull’isola sbagliata. Pensi sbagliato. Quando te ne andrai capirai che hai vissuto in modo sbagliato. Quando te ne andrai capirai che puoi vivere in modo giusto.
E poi c’è tutto il calderone della sessualità, dell’affettività e delle relazioni interpersonali. Fia, Inuk, Arnaq, Ivik e Sara sono ora in preda a desideri che non pensavano di possedere, ora incarcerati dentro ruoli che loro stessi biasimano, a volte acciaccati da vecchie ferite che spurgano aggressività oppure chiusi dal blocco di non saper mostrare le loro vere emozioni. Tramite loro, è tutta una minuscola comunità queer a essere messa in luce; fra gli alcolici delle loro serate, in mezzo ai postumi delle sbornie, i cinque ragazzi cercano di impossessarsi delle regole di una scacchiera mutevole e scivolosa, eppure sembrano sempre uscirne vincenti. Perché i cinque cammini raccontati in Una notte a Nuuk sono scanditi dai rintocchi delle consapevolezze e dagli sgambetti che, così pare, sembrano essere fondamentali a raggiungerle.
Tagliente e lapidario, arroccato attorno alle detonazioni di qualche serata catastrofica, lo stile del nuovo libro di Niviaq Korneliussen, fra testi di canzoni, screen di conversazioni e foto in bianco e nero, fa di questo esordio un testo convincente e sincero, nel quale non si farà fatica a penetrare con l’animo in subbuglio.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Una notte a Nuuk
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