Un secolo di giochi. Monopoly, Subbuteo, Tetris e altre storie ludiche
- Autore: Andrea Angiolino
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Carocci
- Anno di pubblicazione: 2025
Giochi che sfidano il tempo. Passatempi che reggono bene il passare degli anni, e delle mode, altro che roba da bambini. Il giornalista e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, Andrea Angiolino, ne ha scelto dieci, tracciandone genesi e parabola diacronica susseguente. Il saggio, uscito per Carocci editore nel 2024, si intitola Un secolo di giochi. Monopoly, Subbuteo, Tetris e altre storie ludiche e, a cavallo di storia e storie di costume, si articola come indagine sulle potenzialità meta-significanti di alcuni intrattenimenti ludici.
Prendi il Monopoli, per esempio, il gioco da tavolo per capitalisti e sognatori in erba: un must dei consessi famigliari di tutto il mondo. Gli aspiranti Paperon de Paperoni (da due a sei giocatori) acquistano, contrattano, investono, vendono, pianificano i loro piani di investimento verso la ricchezza. Fortuna permettendo così come nella vita, che se ti tocca di andare in prigione paghi pegno e salti il giro. Oppure il Cubo di Rubik (in origine battezzato Cubo Magico dal suo inventore), di cui si tengono persino i campionati del mondo per gli strateghi (o forse matematici? O atleti della mente?) capaci di risolvere più alla svelta l’enigma della sua policroma composizione. Il giocattolo più venduto della storia; ciascuna delle sei facce dell’oggetto è rivestita da nove adesivi dello stesso colore: bianco, giallo, rosso, verde, blu e arancione. Un procedimento interno consente alle facce di ruotare ognuna in modo indipendente dalle altre cinque, così da mescolare i colori del cubo. Vince chi riesce a far sì che ciascuna faccia risulti mostrante infine un unico colore.
Il saggio di Andrea Angiolino è sapido e interessante. Un excursus trasversale agli aneddoti legati alla nascita e allo sviluppo dei dieci giochi-icone del secolo scorso: oltre al Monopoli e al Cubo di Rubik di cui si è detto, completano lo studio dell’autore gli arci-noti Subbuteo, Cruciverba, Tetris, Dungeons & Dragons e, benchè long sellers un filino meno popolari, Masqurade, Lupo solitario, Murder party e Cadavere squisito. Di ciascun gioco, l’autore non lesina i dettagli (creatori, regole, editori, diffusione, aggiornamenti, fortune e sfortune), senza perdere di vista l’insieme e il filo rosso del consenso popolare raggiunto; il gradimento su vasta scala (globale, diremmo oggi) che fa sì che i giochi più giocati del Novecento assurgano a paradigmi, ad antonomasici riempitivi del tempo libero e agevolatori di socialità. Sottotraccia alla ricerca principale, Un secolo di giochi rivela anche come la diffusione massiva di questi fortunati intrattenimenti ludici abbia finito con l’intersecare non soltanto la direttiva temporale ma, con varianti significative, persino movimenti artistici, geopolitica, eventi sportivi, affari.
Come sostiene Angiolino, a partire dalla sua introduzione al volume (pp. 11-13):
Le vicissitudini di questi giochi si incrociano con i principali avvenimenti del secolo: i conflitti mondiali e la Guerra fredda, le grandi dittature e la Grande depressione, i movimenti artistici e i maggiori eventi sportivi. Spesso sono uno specchio dei tempi e qualche volta, nel loro piccolo, li hanno influenzati.
Hai detto niente. Ed evito di soffermarmi sulla presa interiore che certi giochi hanno sui ricordi e i sentimenti sottili a essi correlati. Il testo è puntualissimo, curioso e incuriosente. Consigliato a giocatori appassionati come a lettori in grado di non fermarsi ad aspetti e funzioni apparenti delle cose.
Un secolo di giochi. Monopoly, Subbuteo, Tetris e altre storie ludiche
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un secolo di giochi. Monopoly, Subbuteo, Tetris e altre storie ludiche


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