- Autore: Giona A. Nazzaro
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Con Un’abitudine inesauribile. Scrivere di cinema e film per «Il Manifesto» (Kulturjam Edizioni, Luglio 2025), Giona A. Nazzaro raccoglie decenni di scritti cinematografici in un’opera che si configura come un vero e proprio atlante emotivo della visione. Frutto di una lunga collaborazione con “Il Manifesto”, il volume raccoglie centinaia di recensioni, saggi brevi, riflessioni, che testimoniano una cinefilia militante, viva, non addomesticata dai formalismi accademici né intrappolata nell’estetismo da cineteca.
Quello di Nazzaro è un atto d’amore concreto e quotidiano: un’adesione appassionata al cinema come esperienza incarnata, politica, interiore. Il suo sguardo attraversa documentari, opere indipendenti, produzioni mainstream e film d’autore, ricomponendo un mosaico di visioni che raccontano il cinema non come prodotto da catalogare, ma come qualcosa che si vive "con occhi sporchi di luce e cuore spalancato".
La scrittura di Nazzaro si muove lontano dalle analisi tecniche o dalle impalcature teoriche fini a sé stesse: ogni recensione è un frammento narrativo, un micro-racconto che intreccia il film alla storia personale dello spettatore-autore. Le sue pagine somigliano a confidenze notturne, a visioni solitarie che lasciano il segno, a dialoghi tra opere e vissuto. Per oltre vent’anni, attraverso la rubrica Visioni su “Il Manifesto”, ha contribuito a ridefinire l’approccio alla critica cinematografica in Italia, proponendo un linguaggio capace di restituire la complessità del cinema contemporaneo, senza mai perdere contatto con il piacere della visione. Politica, industria e poetica si fondono in un approccio in cui ogni film è al contempo oggetto di riflessione estetica e testimonianza del reale.
Direttore artistico del Locarno Film Festival dal 2020, già alla guida della Settimana Internazionale della Critica di Venezia, membro dei comitati di Visions du Réel e IFFR, Nazzaro si muove da sempre su un crinale che unisce studio, militanza e scrittura. Collabora stabilmente con testate come MicroMega, FilmTv, Nocturno e Rumore, portando avanti un’idea di critica come ponte tra linguaggi, generi e culture. Un’abitudine inesauribile segue un arco temporale ampio: dalle prime incursioni nel cinema underground agli interrogativi sul sistema dei festival nel mondo post-pandemico, passando per riflessioni sul cinema emergente globale, le produzioni a basso budget e i percorsi d’autore non canonici. Le sue pagine restano attraversate da una costante: la capacità di scovare il senso nascosto nei margini e di celebrare la diversità stilistica e tematica con autentica curiosità intellettuale.
Questo volume non è solo una raccolta: è un compagno di viaggio per chi vive il cinema come gesto esistenziale, per chi cerca nella critica non tanto il verdetto, quanto la possibilità di un dialogo sincero con le immagini. È una guida affettiva, una bussola per orientarsi nel magma del contemporaneo audiovisivo. In definitiva, Un’abitudine inesauribile è il ritratto di una sensibilità critica capace di far dialogare analisi e passione, visione e pensiero. Un libro da leggere come si riguardano i film più amati: a frammenti, in silenzio, con gratitudine.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un’abitudine inesauribile. Scrivere di cinema e film per «Il Manifesto»
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