Foto di Umberto Eco, credits: Università Reggio Calabria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Cosa aggiungere su quanto si è detto, scritto, raccontato, ripubblicato in questi giorni su Umberto Eco, a dieci anni dalla scomparsa? Difficile e forse poco interessante. Io voglio solo ricordare quanto Eco è stato fondamentale nella mia azione didattica, negli anni in cui ho insegnato Italiano e Storia in un istituto tecnico del quartiere Tuscolano a Roma.
La didattica del film “Il nome della rosa”
Ho lasciato la scuola nel 2009, dunque quanto racconto si riferisce soprattutto agli anni ’90 del secolo scorso. Il medioevo, programma di storia, aveva un punto irrinunciabile: il film Il nome della rosa. Tratto dal romanzo di grande successo di Eco, permetteva ai ragazzi di capire molti temi: l’abbazia, i francescani, l’inquisizione, la biblioteca, gli amanuensi, la filosofia, il ruolo delle donne, la stregoneria, l’eresia, l’erboristeria. Frate Guglielmo, a cui prestava il volto Sean Connery, rendeva appassionante il film e convinceva molti a leggere anche il libro.
Le opere di Eco per stimolare il senso critico dei ragazzi
La letteratura per l’infanzia, tema interessante nell’ultimo anno di scuola, non prescindeva da L’elogio di Franti di Umberto Eco: anche il libro Cuore di De Amicis diventava così attraente e ironico.
Erano gli anni del sempre presente Mike Bongiorno: ecco il brano tratto da Diario minimo di Eco diventare uno spunto interessante per spingere i ragazzi ad una visione critica dei programmi e degli eroi della Tv: l’ironia sulle gaffe del presentatore diveniva un motivo di divertimento anche a scuola.
Per quanto riguarda l’attualità, il famoso tema di argomento non letterario, ricordo quante Bustine di Minerva, l’ultima pagina del settimanale “L’Espresso”, divennero in fotocopia base per svolgere argomenti vari secondo la lettura intelligente e originale proposta da Eco.
In tempi in cui non erano arrivati in mano agli alunni i telefonini, dunque non esistevano i social, la funzione didattica svolta da Umberto Eco, per me insegnante in un tipo di indirizzo scolastico con poche occasioni di cultura umanistica, è stata importante, utile, efficace. Una figura insostituibile nella cultura italiana, capace com’era di arrivare davvero a tutti.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Umberto Eco nelle scuole: il ricordo di una prof di un istituto tecnico di Roma
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