Il Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica è un saggio di fondamentale importanza per comprendere l’ampiezza e la complessità del pensiero di Giacomo Leopardi, eppure restò inedito nel corso della vita dell’autore per essere pubblicato soltanto postumo.
Realizzato nel 1818, lo scritto si inserì appieno in quella che allora era la questione culturale più dibattuta in Europa e che vedeva opporsi, ciascuno sulle proprie posizioni, classicisti e romantici. Leopardi intervenne a difesa del classicismo, rifiutando le innovazioni romantiche e prendendo a modello gli autori antichi, che componevano sulla spinta della sola immaginazione. In realtà, tuttavia, la sua poetica è ben più articolata e non è possibile relegarla a un solo ambito.
Ecco cosa c’è da sapere sul Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica.
Natura contro Ragione: il pessimismo storico leopardiano
La tesi di Leopardi inizia con gli antichi Greci e Romani, e sostiene che essi, poiché più vicini dei moderni alla natura, potevano permettersi il lusso di vivere di illusioni e perciò, di conseguenza, essere felici e in grado di realizzare la poesia più bella. L’uomo di oggi, purtroppo, a causa del progresso scientifico e di un approccio alla vita più razionale rispetto a una volta, è guidato dalla scienza e dalla ragione, una condizione che spegne l’immaginazione e lo condanna allo sconforto e a un’insopprimibile tristezza esistenziale.
Questo è, in sostanza, uno dei pilastri su cui si fonda il pessimismo storico leopardiano.
Il compito della poesia secondo Giacomo Leopardi
Qual è, o quale dovrebbe essere, il compito della poesia secondo Giacomo Leopardi?
A suo dire essa dovrebbe illudere, confortare e riprodurre gli stessi ingenui artifici ai quali credevamo da bambini e su cui si basavano le società antiche, più gioiose rispetto a quelle contemporanee. Ecco perché il recanatese non apprezza la poesia romantica, che invece si fonda sull’eccessivo intellettualismo, sull’uso della ragione e sull’impegno civile, oltre a essere mossa da scopi pratici o morali. Per Leopardi, così si demolisce l’essenza stessa della lirica, in quanto il freddo intelletto uccide gli stati d’animo che sono alla base stessa della poetica, ovvero la spontaneità e l’entusiasmo.
In breve, senza illusioni la vera poesia non può esistere.
Il classicismo romantico di Leopardi
Nella diatriba insorta fra classicisti e romantici, Leopardi si schiera con i primi, ma la sua posizione, in realtà, è ben più complessa e rappresenta un unicum nel panorama ottocentesco.
In lui non ci sono né accademia né freddezza, come spesso invece si riscontrano nei classicisti puri; inoltre condivide con i romantici la celebrazione del sentimento, l’istintività e l’ispirazione che viene dall’interiorità.
Alla luce di ciò, dunque, a quale corrente letteraria appartiene la poetica leopardiana? Appurata la contaminazione di entrambe le scuole, la critica ha coniato per essa l’espressione classicismo romantico, dove il primo si riscontra essenzialmente nella formazione culturale e nella forma, il secondo nei temi e nei contenuti; in Leopardi non c’è mai imitazione della classicità, bensì quest’ultima diventa la cornice all’interno della quale egli veicola una nuova sensibilità, che riguarda il pessimismo, lo slancio verso l’infinito e il tormento interiore, gli stessi concetti per i quali oggi Leopardi è considerato uno dei più grandi autori romantici d’Europa.
L’appello ai giovani per la difesa della tradizione letteraria e culturale italiana
Lo spirito combattivo e il patriottismo di Leopardi si mostrano in tutta la loro veemenza alla fine del Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica. Il saggio, infatti, si conclude con un accorato appello dell’autore ai giovani intellettuali suoi coetanei, affinché si adoperino con ogni mezzo e con tutta la forza che hanno, per preservare la tradizione classica del nostro Paese e per combattere le nuove regole del Romanticismo, che a suo dire allontanano l’uomo dalla natura e dal sentimento.
Il poeta di Recanati, inoltre, anche se sconfortato dal degrado politico e morale in cui, a suo parere, versa l’Italia, crede ancora fermamente nel suo ricchissimo patrimonio intellettuale come unico baluardo rimasto per difendere l’identità nazionale.
In conclusione, in questa pagina dal potente afflato civile ed etico, Leopardi invita i connazionali a riscoprire la grandezza della propria storia e a esserne orgogliosi, nonché ad accollarsi sulle spalle l’onere e l’onore di risollevarne le sorti.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il “Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica” di Giacomo Leopardi: spiegazione e analisi
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