In occasione dell’anniversario della morte di Laura, che cade il 6 aprile, ricordiamo la musa petrarchesca con il sonetto Tutta la mia fiorita et verde etade (il CCCXV componimento del Canzoniere), dove il poeta rimpiange con malinconico abbandono la possibilità di un amore maturo liberato dalla passione, una variante originale quella dell’amore maturo situata nella parte conclusiva del Canzoniere.
“Tutta la mia fiorita et verde etade”: testo del sonetto
Tutta la mia fiorita et verde etade
passava, e ’ntepidir sentia già ’l foco
ch’arse il mio core, et era giunto al loco
ove scende la vita ch’al fin cade.Già incomminciava a prender securtade
la mia cara nemica a poco a poco
de’ suoi sospetti, et rivolgeva in gioco
mie pene acerbe sua dolce honestade.Presso era ’l tempo dove Amor si scontra
con Castitate, et agli amanti è dato
sedersi inseme, et dir che lor incontra.Morte ebbe invidia al mio felice stato,
anzi a la speme; et feglisi a l’incontra
a mezza via come nemico armato.
“Tutta la mia fiorita et verde etade”: parafrasi del sonetto
La mia giovinezza passava, sentivo affievolirsi il fuoco della passione che arse il mio cuore; ero giunto nella fase in cui la vita si avvia verso la morte. Laura cominciava a tranquillizzarsi dei suoi sospetti e la sua onestà trasformava in gioia le mie sofferenze. Si avvicinava il momento in cui l’Amore incontra la Castità e gli amanti siedono insieme a parlare del più e del meno. La morte provò invidia per la mia felicità, anzi per la speranza di felicità e la aggredì come un nemico armato prima che si realizzasse.
“Tutta la mia fiorita et verde etade”: analisi e commento
Amare, scrive Camus, significa desiderare di invecchiare insieme. A suo modo lo canta anche Francesco Petrarca (1304-1374) in questo sonetto votato al rimpianto che introduce una mediazione affettiva di fronte al bivio tra passione e ragione, tra desiderio e morale: l’amore maturo.
Distrutto dalla morte di Laura nel 1348 mai nominata esplicitamente – morte che in chiave psicanalitica completa il processo di interiorizzazione, facendo di lei un ricordo o un rimpianto in eterno -, il poeta vicino al 45esimo anno rimpiange e vagheggia un’età estrema nella quale da anziani sono ancora innamorati, ma di un affetto meno prepotente e impetuoso, e si scambiano ricordi e confidenze simboleggiati dall’incontro tra Amore e Castità.
Il loro sembra quasi un incontro ultraterreno. Amore e Castità non vengono rappresentate come astrattezze allegoriche, ma come due reali moti d’affetto che, divergenti nella giovinezza, confluiscono nella maturità. Purtroppo questa ipotesi di felicità viene interrotta dalla morte dell’amata che continua a bruciare.
Ancora due parole sulla morte di Laura che:
Costituisce l’asse del libro a partire dal quale si attiva la riflessione spirituale […] La morte della persona invano desiderata introduce una nuova direttrice religiosa che culmina nella canzone alla Vergine Maria dove l’amore è totalmente spiritualizzato.
Sul piano strutturale e contenutistico, il sonetto risponde alla logica della contrapposizione (arse/intiepidir, sospetti/securtade, Amore/Castitate) e della mediazione implicita nella contrapposizione stessa. Il rimpianto per ciò che non è, non è stato e non sarà è una costante della raccolta, dove prevale la lontananza e l’assenza di lei. A essere nuova è la sensazione di vuoto, di angoscia, di malinconia sul poeta e la spinta a trasformare l’amata in un fantasma interiore.
I due nemici: chi sono? Al v.6 la nemica, in ossimoro “cara nemica”, è Laura, causa del tormento interiore; al v. 14 il “nemico armato” è la morte, a segnare il fallimento del progetto di felicità.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Tutta la mia fiorita et verde etade”: il sonetto di Petrarca sul sogno di un amore maturo
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