Le immagini sono il linguaggio di Grazia Toderi, una delle maggiori esponenti della videoarte italiana. E tra i contemporanei di certo quella che più si ispira alla letteratura. Così nel suo passato c’è la collaborazione con il Premio Nobel Orhan Pamuk: un dialogo tra la parola scritta e le luci di Istanbul. O il teatro, da sempre al centro del suo focus artistico, come luogo della rappresentazione e occasione di incontro. O, ancora, le città esaminate da prospettive inedite, esplorate spesso dall’alto o in notturna: Roma, Firenze e Londra diventano altro da sé. Rimandano inevitabilmente a Le città invisibili di Italo Calvino.
Luoghi dunque. E immagini. Dal 10 ottobre all’8 dicembre una mostra unica nel suo genere abiterà il Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, alle porte di Torino.
Un itinerario esperienziale dove il Castello si fa opera d’arte
L’evento è risultato del laboratorio di studio e ricerca in campo artistico avviato dalla Fondazione Cosso, che si occupa della gestione e del recupero del Castello. Quasi un’evoluzione naturale: la creatività e la bellezza, d’altronde, permeano le antiche stanze e il parco da secoli. La dimora storica dunque accoglie l’intero percorso artistico di Grazia Toderi, riunito in un unico spazio. Proiezioni video, ma anche disegni, fotografie, argille crude, terrecotte smaltate e installazioni di luce.
Sfilano così nelle antiche stanze periodi diversi di un percorso vario: la Biennale di Venezia del 1993, 1999 (con l’assegnazione del Leone d’Oro) e 2009. E poi le tante esposizioni in musei e istituzioni internazionali con tappe a Barcellona, Oporto, Washington, Roma, Rovereto, Rivoli. Per la prima volta però il contenitore entra in dialogo diretto con le immagini. Diventa esso stesso opera, reinterpretato attraverso lo sguardo dell’artista. Nasce una lettura del Castello che intreccia storia, tecnica e visione. Così le proiezioni coinvolgono affreschi, porte, pavimenti e volte. Mentre il parco, di recente recuperato a nuova vita e visibile attraverso le finestre, è presenza costante nel percorso espositivo, mette in realzione interno ed esterno, natura e architettura.
La mostra, curata da Roberto Galimberti con il cooordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, è itinerario esperienziale, più che semplice esposizione statica. Invita al viaggio, all’esplorazione di uno spazio vivo attraverso il tempo. Già dal titolo, Teatro Terra: la mostra suggerisce una dualità che si esprime attraverso la Manica storica e la Manica Nuova del Castello, due ali dell’edificio che diventano poli di riflessione.
Terra e Teatro
Nella Manica Storica il rosso delle proiezioni di Marco, progetto nato nel 2019 dai dialoghi con il fratello dell’artista, Marco Toderi, agronomo, richiama alla trasformazione della geografia e della cartografia terrestre. In Rosso Babele (2006) prende forma una torre evanescente costituita dalla sovrapposizione di centinaia di livelli di trasparenza, riprese di antiche città. Nella biblioteca del castello domina il blu: in Zuppa dell’eternità e luce improvvisa (1994) l’artista tenta di camminare e aprire un ombrello sott’acqua, sperimentando una dimensione priva di gravità.
La Manica Nuova rivolta agli spazi di lavoro del Castello apre a Semper Eadem, realizzata nel 2004 per la riapertura del Teatro La Fenice di Venezia; Il mondo privato (2003) con le prospettive inattese del Teatro di Verzura di Villa Caprile a Pesaro. E infine Luci per K. 222 (2013), riflessione sul rapporto tra musica, scrittura e luce ispirata al Museo internazionale e biblioteca della Musica di Bologna e al Misericordias Domini K. 222 di Wolfgang Amadeus Mozart.
La ricerca intima di un’artista inconta così la dimensione collettiva di un luogo che si apre al pubblico. E accompagna il visitatore in un viaggio che dalla materia della Terra conduce alla luce, verso la vastità del Cosmo.
La mostra sarà visitabile secondo il seguente orario: sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Grazia Toderi al Castello di Miradolo: una mostra fra terra e teatro
Lascia il tuo commento