Domenica 4 ottobre 2026, Roberto Benigni è andato in onda su Rai 1 alle 20.30 con lo speciale Francesco – Il Cantico, un racconto dedicato a San Francesco d’Assisi nel giorno della sua festa, tratto dal suo libro Francesco. Il Cantico (Einaudi 2026, pp. 96, 13,50 euro), in cui descrive l’uomo Francesco, il santo più venerato dagli italiani e la sua opera Il Cantico delle creature, composto intorno al 1224 fra San Damiano e il Vescovado di Assisi. Testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore.
San Francesco, l’uomo su cui si è scritto di più nella storia dell’umanità
Un giorno mi hanno chiamato e mi hanno proposto uno spettacolo sul Cantico delle creature di San Francesco.
L’autore con entusiasmo accettò subito la proposta e si mise a leggere tutto ciò che si poteva sulla materia. San Francesco è l’uomo su cui si è scritto di più nella storia dell’umanità, addirittura mentre era in vita: c’è un materiale infinito. Perché era talmente speciale, talmente affascinante che chiunque lo conoscesse sentiva subito la necessità di scrivere su di lui. Non si sa cosa avesse. Era proprio irresistibile.
È il santo al quale vogliamo più bene, il più vicino a noi: un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo.
Benigni ha analizzato il profondo senso religioso e poetico del componimento, evidenziando il contrasto e l’umiltà di fronte all’infinito e la lode universale rivolta a Dio attraverso tutte le sue creature. Un uomo che ha sconvolto la spiritualità di tutto il mondo fino ai nostri giorni. Perché san Francesco ha cambiato i sentimenti umani. Non solo: ne ha inventati di nuovi. O meglio, ha tirato fuori sentimenti che avevamo dentro e non sapevamo di possedere. Francesco li ha portati alla luce e li ha fatti esplodere, come fuochi d’artificio. Inoltre, tutto quello che disse o fece risuona oggi con la stessa forza che ebbe nel suo tempo, ottocento anni fa.
L’ode al creato del patrono d’Italia
Benigni narra la vita del santo con una ingenuità, uno stupore, una felicità che non riesce a nascondere neanche a se stesso. Per raccontare di Francesco occorre tornare alla semplicità e alla freschezza di frate Tommaso da Celano, che fu incaricato da Papa Gregorio IX in occasione della canonizzazione nel 1228 di redigerne la vita per la prima volta. L’opera prese il nome di Vita Prima di san Francesco d’Assisi (o Legenda Gregori ), completata tra il 1228 e il 1229.
Un uomo, innamorato di Dio, degli uomini e della natura, che rinuncia a ricchezze e privilegi per condurre una esistenza umile. Impossibile non commuoversi e a tratti anche a sorridere leggendo il volume.
Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimu, se konfane e nullu homo ène dignu Te mentovare.
Alla fine del significativo libro il testo e il commento di Il cantico delle Creature, la più grande ode al creato, composta da Francesco quando era quasi cieco.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’ài formate clarite e pretiose e belle.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Benigni racconta San Francesco, l’uomo su cui si è scritto di più nella storia dell’umanità
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