- Autore: Alberto Mario Banti
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Carocci
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788829032549
Una storia che andava raccontata in ogni dettaglio per le conseguenze che ha avuto sul modo di vivere di intere generazioni e sul loro rifiorimento culturale attraverso il risveglio, nella California degli anni 60, della scena sociale, letteraria e artistica (quella musicale, in particolare, con la nascita di una miriade di gruppi rock come Jefferson Airplane, Grateful Dead, Quicksilver Messenger Service, Janis Joplin, Doors, Byrds, Buffalo Springfield, Frank Zappa e via dicendo) e quella dei grandi festival pop come il Monterey Pop Festival.
Protagonisti di quello scorcio di secolo, le comunità di "figli dei fiori" e le schiere di studenti che da un lato utilizzano le droghe, dall’altro, attraverso la politica, ambiscono a cambiare il mondo con il pacifismo e la ferma opposizione alla guerra. Tra le pagine del libro di Alberto Mario Banti Too much to dream. Giovani, musica e controculture nella California degli anni Sessanta (Carocci, 2025), l’analisi delle componenti estetiche fondamentali che contraddistinguono il rock di matrice californiana.
Per sottolineare la rilevanza della componente musicale di questo tutto sommato non previsto risveglio culturale, scrive Banti che sul finire dei ’60 i concerti
stanno diventando molto, ma molto, più che una semplice occasione di intrattenimento, giacché si candidano a essere la più importante istituzione di sociabilità
nell’ambito della controcultura, e che
al centro di tutto sta la qualità della nuova musica e l’intensità della sua elaborazione poetica.
Denso il capitolo che si propone di identificare gli elementi che caratterizzano l’apporto della musica della West Coast (il folk elettrico, il country, il blues, l’esotismo musicale, le sperimentazioni avanguardistiche di Zappa e Captain Beefheart, il jazz) all’insorgere della musica rock propriamente detta. Ancora Banti:
Il rock sa parlare di argomenti rimossi dalla cultura mainstream, sia conservatrice che progressista. Ne sa parlare in forma non pedagogica, ma stimolante, aperta, curiosa.
Nel seguitare del saggio si parla di rivolte giovanili, della stagione delle violente manifestazioni politiche, sociali e razziali, e di molto altro. Il volume, oltre a essere avvincente e di grande interesse, è ben documentato e chiude con una discografia essenziale e un’ampia bibliografia.
Too much to dream. Giovani, musica e controculture nella California degli anni Sessanta
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Too much to dream. Giovani, musica e controculture nella California degli anni Sessanta
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