- Autore: Amitav Acharya
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
Saggi importanti come questo di Amitav Acharya arrivano sempre in ritardo rispetto all’attualità, perché per scriverlo, revisionarlo e pubblicarlo ci vogliono almeno tre anni. Ma il titolo sembra riprendere quello che sta accadendo ora.
Il titolo è sibillino: Storia e futuro dell’ordine mondiale. Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino dell’Occidente (Fazi, 2026, prefazione di Franco Cardini, traduzione di Chiara Rizzo) è parecchio ottimista nelle intenzioni.
Acharya disturba i Sumeri e l’Egitto per sostenere che l’Impero romano arrivò quando molte civiltà erano più evolute e democratiche. Qui parla lo storico, che ci ricorda in sontuose pagine i livelli altissimi delle civiltà prima di Roma repubblicana, che poi diventò Impero. Gli Stati Uniti arrivarono dopo secoli e i primi residenti di questo paese furono persone che dovevano sparire dall’Europa, perché ladri e assassini che si nascosero nella nuova patria, la quale aveva abitanti da moltissimi secoli, che erano passati dalla Cina nello stretto del Beringia, e poi i nativi americani; i padri pellegrini inglesi arrivarono a Plymouth solamente nel 1620. Se la presero comoda, perché il paese rimase rurale fino alla fine dell’Ottocento, con la forza lavoro degli schiavi dell’Africa nera. Ma nel 1900 già era una potenza industriale, e intorno al 1920 anche gli italiani andavano in America, sicuri di trovare una stabilità economica che in Italia te la sognavi.
Nello stesso anno le donne potevano votare, c’era il problema doloroso di quelle di colore che restavano a casa. La schiavitù ci doveva far capire che gli Stati Uniti erano un paese pieno di contraddizioni insanabili, per non parlare dei nativi del paese, messi da parte a bere alcol. Dopo la crisi terribile del 1929, fra disoccupazione e miseria, le persone che si gettavano da alti palazzi per morire e il proibizionismo, è strabiliante pensare che alla fine del secondo conflitto bellico fossero una potenza mondiale tenuta a freno solo dall’Unione Sovietica. La guerra fredda non fu altro che la spartizione di due paesi enormi che non muovevano un dito per il disarmo nucleare, ma nemmeno per l’uso. Sarebbe stata la fine del mondo che conosciamo. Dal 1945 a oggi ci sono state 127 guerre importanti e quasi nulla in Europa occidentale, che crebbe in modo esponenziale, tanto che noi italiani siamo stati ai primi posti come paese industrializzato.
Facciamo parlare Acharya:
Proprio nella città di San Francisco, nel 1945, La Conferenza delle Nazioni Unite, sull’organizzazione internazionale, cercò lo scopo per definire l’ordine mondiale del secondo dopoguerra, ma in quella sede colonialismo e razzismo furono praticamente relegati ai margini del discorso dalle potenze occidentali vincitrici.
Ma l’America divenne una potenza primaria, nonostante lo schiavismo, il colonialismo e l’azzeramento politico dei nativi americani. E professò il multilateralismo, non come in Europa, dove le nazioni rimasero unite ma spesso solo sulla carta. Anche l’ONU fu un’idea americana, ma anni prima i bianchi uccisero donne, uomini e bambini Sioux per rinchiuderli in riserve. Poi sul multilateralismo ci sarebbe molto da dire: gli Stati Uniti volevano sottomettere i paesi lontani non per colonizzarli, ma per dare l’impressione di esportare la democrazia, come in Vietnam. Anni e anni di guerriglia senza portare con sé il Vietnam, e Cuba restò nella scia sovietica.
Ma in ogni caso, rispetto all’Europa occidentale, gli Stati Uniti si proclamano tuttora esportatori di democrazia, come ora Trump in Iran e mesi fa in Venezuela. L’Europa guarda con crescente preoccupazione i focolai di guerra, senza muovere un passo; l’Ucraina contro la Russia, la disperante situazione tra ebrei e palestinesi e da ultimo la guerra in Iran, sempre per portare un nuovo stato libero contro la tirannia di uomini e donne collusi col malaffare. È proprio la democrazia che ha assunto un ruolo non di liberazione, ma di controllo.
Storia e futuro dell’ordine mondiale. Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino dell’Occidente è un libro essenziale, da avere in casa per forza. Soprattutto in questo delicato periodo, dove, per dovere di cronaca, Israele e la Palestina non sembrano proprio capaci di convivere insieme, un problema enorme da decenni.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Storia e futuro dell’ordine mondiale
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