Rimpatrio
- Autore: Ève Guerra
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2026
Rimpatrio (Gramma Feltrinelli, 2026, trad. di Anna D’Elia) è il libro d’esordio della scrittrice Ève Guerra ed è parzialmente autobiografico.
Infatti, in esso si intreccia la storia di una famiglia italo-francese composta da tre fratelli e una sorella. Il più grande dei tre, Giovanni, un giorno trova un annuncio di lavoro per un posto come meccanico in Africa e decide di tentare la fortuna partendo per il Congo, dove si unisce a una donna del posto. E nasce Annabella. Tuttavia, nel 1998 scoppia la guerra civile e Annabella e il padre devono scappare verso il Camerun. Nella cittadina di Mounana le principali risorse economiche sono l’industria del legname e l’estrazione del manganese, che purtroppo però avvelena sia il terreno sia le acque (il padre ripete spesso alla figlia di non mangiare i frutti nella foresta perché sono inquinati, l’acqua scorre rossastra dal lavandino e ci sono addirittura casi di bambini nati senza braccia). Sono tutte parti della Storia che noi in Occidente ignoriamo - non volontariamente ma colpevolmente.
Quando poi la miniera di manganese si esaurisce, il paese si svuota e Annabella perde tutti gli amici - expat come lei, che quindi vivevano più o meno in una bolla di privilegi. Tornata in Francia per studiare all’università, la protagonista deve affrontare i ricordi a seguito del lutto: Giovanni, rimasto a lavorare in un cantiere forestale in Camerun, è morto. È una morte sul lavoro, ma la ditta responsabile nega tutto, arrivando a manipolare e falsificare i verbali di polizia. Lo sfruttamento irregolare della manodopera è una realtà triste e sordida, che spesso vediamo anche noi in Italia nei telegiornali o sui giornali e che nel libro è descritta con una rabbia sorda e acuta.
La salma del padre si trova a seimila chilometri di distanza e nessuno in famiglia ha i soldi per il rimpatrio. In queste circostanze, Annabella si rende conto di essere sola, di aver perso tutto e si lascia andare in una corrente di ricordi che riguardano il padre: il suo affetto un po’ troppo possessivo e morboso, la sua violenza, le sue bugie sulla madre. Solo alla fine del romanzo c’è uno spiraglio di speranza che, anche se può sembrare una forma di degradazione, è forse un ritorno a una vita più semplice.
Questo libro mi ha colpito molto, in primis per lo stile che è al contempo veloce e diretto ma anche profondamente poetico e visivo. Infatti la protagonista vuole fare l’insegnante e la poetessa e ci sono diversi riferimenti ad autrici fondamentali della letteratura - letteratura che qui ha un potere simbolico e salvifico. In secondo luogo, ho trovato molto interessanti i temi trattati perché mostrano spaccati di vita e di storia sociale poco conosciuti.
Rimpatrio
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