- Autore: Hirano Keiichirō
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Edizioni Lindau
- Anno di pubblicazione: 2021
Il giovane poeta Masaki, protagonista del romanzo di Keiichirō Hirano Racconto di una luna (Lindau, 2021, trad. di Laura Testaverde), decide di fare un viaggio. Non è tanto importante la meta, quanto l’atto stesso di muoversi e vedere nuovi panorami per curare quella sua smania "passionale" che a volte lo prende. Non uso casualmente la parola "passionale", perché in effetti si tratta proprio della passione romantica alla Byron, una febbre che brucia e consuma e che in giapponese si identifica con il neologismo ottocentesco jōnetsu.
La storia è infatti ambientata a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, quando il Giappone, volente o nolente, stava scoprendo l’Occidente. Per una serie di casualità che sembrano dettate dal Destino, Masaki si ritrova nella zona di Kumano, culla delle antiche tradizioni. Il tragitto in treno potrebbe essere qui simboleggiare la transizione, tanto individuale quanto collettiva, verso un nuovo stato. Ricordiamo un’analoga simile nel romanzo di Pelevin La freccia gialla, in cui i vagoni - che non hanno una destinazione - rappresentano la Russia contemporanea.
Il poeta Masaki si perde così in un bosco e viene soccorso da un monaco, che lo porta in un tempio in montagna dove dimora, nascosta, anche una ragazza misteriosa. Il protagonista ne sarà da subito ossessionato, la vedrà in sogno ancor prima di incontrarla e solo successivamente verrà a conoscenza della sua tragica storia.
Per noi occidentali, il passaggio della foresta ha sicuramente qualcosa di dantesco, ma c’è un dettaglio in più: il protagonista Masaki si smarrisce inseguendo una farfalla, la quale poi svanisce. Bisogna tener presente che, nelle culture dell’Estremo Oriente, le farfalle sono le anime dei morti. Dunque, il riferimento potrebbe essere a Il quaderno canguro di Kōbō Abe; oppure un’altra similitudine si trova nella serie danmei La benedizione dell’ufficiale divino (Heaven Official’s Blessing), in cui in Signore degli Inferi Hua Chen può trasformarsi in uno sciame di lepidotteri trasparenti. Nei film dello Studio Ghibli, il bosco rappresenta il paese natio (furusato), come ad esempio ne Il mio vicino Totoro (1988), che trae ispirazione dai paesaggi di Tokorozawa.
Riportando anche episodi storici del Sol Levante, Hirano usa volutamente un linguaggio ricercato e formale, reso bene dalla traduzione. Ad esempio, il termine "una luna" che compare nel titolo per indicare "un mese" non è utilizzato comunemente, ma si trova nei testi antichi o nei documenti. Nel complesso, si tratta di un romanzo ambizioso e difficile, non sempre riuscito.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Racconto di una luna
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