- Autore: Eugenio Cardi
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788892922501
Nel panorama della narrativa contemporanea italiana, Eugenio Cardi si è sempre distinto per una spiccata sensibilità sociale e un’acuta propensione all’introspezione psicologica. Con il suo tredicesimo romanzo, Quell’estate a Tangeri (Santelli Editore, 2026), l’autore abbandona momentaneamente le indagini strettamente ancorate alla cronaca più cruda per addentrarsi nei territori labirintici del desiderio, dell’identità giovanile e del viaggio inteso come rottura geografica d interiore. Il risultato è un romanzo di formazione atipico, pervaso da una forte carica erotica e poetica, capace di trasformare un’ambientazione esotica in una potente metafora dello smarrimento e della successiva rinascita esistenziale.
Il protagonista della vicenda è Pierre Bernheim, un ventenne parigino rampollo di una famiglia dell’alta borghesia diplomatica. Pierre vive un’esistenza dorata ma fondamentalmente vuota tra i locali del quartiere Marais, protetto da una corazza di cinismo e da un’indifferenza ostentata, utilizzata come scudo contro le soffocanti aspettative dei genitori. Questo equilibrio artificiale si rompe quando il padre riceve un prestigioso incarico consolare in Marocco, costringendo il giovane a seguirlo.
Quello che Pierre paventa come un noioso e asfissiante soggiorno estivo si tramuta rapidamente in un viaggio iniziatico. Tangeri, città di frontiera dove l’Europa specchia le proprie nevrosi nelle acque d’Africa, si rivela immediatamente un luogo magnetico, ambiguo e privo di mezze misure. In questa terra di mezzo in cui i venti dell’Atlantico incontrano il Mediterraneo, le certezze occidentali del protagonista iniziano a vacillare. A fare da catalizzatore per questa metamorfosi sono tre figure femminili emblematiche, tre archetipi del desiderio che costringeranno Pierre a spogliarsi dei suoi vecchi abiti mentali: Camille Valois, l’inquieta e distruttiva ereditiera parigina che vive il sesso come una preda; Mercedes, la figlia del console spagnolo, tormentata ed elegante custode di una sensualità segreta; e infine Yasmine, una guida berbera che incarna la saggezza millenaria del luogo, introducendo Pierre ai misteri più profondi dei rituali gnawa e all’autenticità di una terra incontaminata.
Il nucleo profondo del romanzo di Cardi risiede nell’idea che la scoperta di sé non possa prescindere dall’errore, dal rischio e dall’abbandono corporeo. L’erotismo in Quell’estate a Tangeri non è mai un mero artificio descrittivo o una parentesi pruriginosa, bensì un linguaggio conoscitivo. Attraverso l’attrazione e il superamento dei propri limiti morali Pierre sperimenta per la prima volta la vulnerabilità.
La scrittura di Cardi eccelle nella costruzione delle atmosfere. Tangeri non fa semplicemente da sfondo cartolinesco, ma assume i tratti di un vero e proprio personaggio semovente. L’autore accompagna il lettore tra i vicoli bianchi della Medina, sui tavoli storici del Café Hafa a picco sul mare o all’interno del Tangerine, locale notturno frequentato da anime perdute e contrabbandieri. Gli odori pungenti delle spezie, la luce accecante del sole arabo e il misticismo delle notti marocchine lavorano ai fianchi la psicologia del protagonista, sgretolando la maschera di noia cosmica dietro cui si nascondeva a Parigi. Cardi analizza con lucidità il disagio generazionale, mostrando come la fragilità identitaria dei giovani occidentali possa trovare un senso solo quando si accetta di smarrire la strada prestabilita per abbracciare l’imprevisto.
Dal punto di vista stilistico, il romanzo si sviluppa con un ritmo avvolgente, alternando descrizioni liriche a sequenze introspettive di forte impatto emotivo. La prosa è fluida ma controllata, capace di restituire la carnalità degli incontri senza perdere la bussola di una riflessione psicologica matura, figlia indubbiamente della lunga esperienza dell’autore nel campo del sociale e del non-profit, ambiti che gli hanno donato una rara capacità di comprendere le debolezze umane. La narrazione procede per suggestioni visive e olfattive, quasi cinematografiche, trascinando il lettore nello stesso torpore estivo e nella medesima urgenza sensuale vissuta dai protagonisti. Ottima anche la caratterizzazione delle figure femminili, lontane da facili stereotipi esotici ma tratteggiate come forze della natura libere e autonome.
Al termine dell’estate, quando i destini dei personaggi sono inevitabilmente destinati a separarsi, Pierre si troverà di fronte al bivio più importante della sua giovinezza: rientrare nei ranghi rassicuranti della sua vita borghese a Parigi o accettare la definitiva trasformazione impressa dall’Africa.
Quell’estate a Tangeri è un’opera potente sul peso della memoria e sul potere rigenerante della passione. Eugenio Cardi firma un libro intenso e profondo, che ricorda al lettore come certi luoghi e certi amori abbiano la capacità di non perdonare, non dimenticare e, soprattutto, di cambiare per sempre il corso di un’esistenza. Consigliato a chi ama le storie di formazione che non hanno paura di esplorare le zone d’ombra del cuore umano.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Quell’estate a Tangeri
Buonasera, sono Eugenio Cardi, l’autore del romanzo recensito stupendamente da Renato Faranda. Vi scrivo per ringraziare lui e ringraziare voi, è una recensione che sinceramente mi ha colpito per aver centrato così bene i vari aspetti e i dubbi di carattere esistenziale e identitario di ognuno dei miei personaggi e naturalmente il mistero e il fascino che avvolgono Tangeri e quell’angolo d’Africa.
Grazie davvero. Un caro saluto.
Eugenio Cardi