Un acceso dibattito è suscitato dalle proposta della Commissione ministeriale promossa dal ministro Valditara di sconsigliare la lettura dei Promessi Sposi dal secondo anno del biennio delle Superiori e spostarla al quarto anno.
"Quanto a Manzoni, è debito ricordare che I promessi sposi entrano nei programmi scolastici negli anni Settanta dell’Ottocento perché si vuole affiancare ai modelli di prosa tre e cinquecenteschi un ‘classico contemporaneo’. Com’è evidente, I promessi sposi non sono più un ‘classico contemporaneo’. Al secondo anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico, rimandando la lettura dei Promessi sposi, in forma integrale o per brani, al quarto anno del percorso di studio, quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni".
si legge nel testo delle “Indicazioni nazionali per i licei” prodotto dalla Commissione.
Dopo le polemiche seguite alla pubblicazione avvenuta lo scorso 22 aprile, il Ministro Valditara ci ha tenuto a specificare in una lettera pubblicata su La Repubblica:
“Voglio chiarire che si tratta di affermazioni e di una proposta che, non portando la mia firma, non mi possono essere riferite. Sono riflessioni di un gruppo di lavoro coordinato dal professore Claudio Giunta, senz’altro rispettabili e che non intendono affatto svalutare l’importanza dell’opera manzoniana, ma che non necessariamente condivido. Fra l’altro esprimono una sensibilità diversa, e proprio sul tema del Manzoni, da quella rappresentata, per esempio, dal professore Claudio Marazzini, pure lui autorevole esponente della sottocommissione e autore della parte della proposta di Indicazioni sulla lingua italiana”.
Perché proporre i Promessi Sposi anche a 15 anni
Da ex docente di lettere mi unisco con umiltà, in nome dell’esperienza sul campo, alla discussione. Posto che, oltre 40 anni fa, ero supplente di lettere ad un biennio dell’Itis Fermi di Roma, il dipartimento di italiano decise di eliminare il romanzo manzoniano a favore della scelta libera del docente di un romanzo più aderente al gusto dei giovani, la proposta della Commissione appare superata/ datata/ vecchia.
Oggi i testi in uso nelle Superiori tengono conto delle innovazioni didattiche, metodologiche, pedagogiche che danno suggerimenti di lettura e di analisi, lasciando poi ai docenti la scelta di quanto risulti più adatto da proporre al gruppo classe che si trova davanti. I diversi indirizzi in cui la scuola superiore italiana si articola propone al docente di decidere, con la competenza e l’esperienza, il modo in cui proporre la lettura a quello specifico gruppo: a casa, in classe ad alta voce, per gruppi, in biblioteca.
Ecco allora che la lettura di un grande classico come i Promessi Sposi, vista lungo un percorso graduale e guidato, potrà inserirsi in uno dei temi di attualità:
- la violenza di genere e lo stupro,
- l’uso del potere,
- la pandemia,
- il contagio,
- le rivolte sociali,
- la conversione religiosa,
- l’uso del latinorum a svantaggio degli ignoranti,
- la monacazione forzata,
tanto per fare pochi esempi, ma il testo di Manzoni è una miniera.
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Dunque propongo che in una scuola multietnica, in un paese dove sussistono enormi differenze economiche e sociali, dove la presenza di ragazzi provenienti da tradizioni ed etnie molto lontane dalla nostra tradizione è realtà quotidiana con la quale confrontarsi con impegno e difficoltà, che si lasci ai professori la libertà di affrontare sfide complesse con gli strumenti di una cultura che sappia proporre, spiegare, adattare. Il linguaggio di Dante, Boccaccio, Petrarca, Ariosto, Foscolo, Leopardi, Manzoni, i nostri grandissimi letterati, dovrà arrivare ai più giovani filtrato dalla passione e dalla competente professionalità dei docenti italiani, senza troppe indicazioni prescrittive.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Addio a Manzoni nel biennio? Perché sconsigliare i “Promessi Sposi” a 15 anni è un errore di prospettiva
La questione non è semplice. Gli adolescenti di oggi non sono proprio uguali a quelli di trenta, quarant’ anni fa per non andare più indietro nel tempo. Tutto è cambiato ed è noto come essi abbiano difficoltà a leggere testi lunghi, a comprenderli bene visto l’ immersione nelle tecnologie attuali che limitano la riflessione, la comprensione mentre prevale un uso di un linguaggio adatto a telefoni e quant’ altro. I Promessi Sposi in quarta superiore? Non sono del tutto contrario anche perchè ci sarebbe collegamento col periodo storico. E’ vero che dipende da come il docente lo tratta ma è indubbio che il linguaggio manzoniano soprattutto in alcuni capitoli non è affatto alla portata perquell’ età e neppure eventualmente in quarta. Il problema che si pone è secondo la commissione con che cosa sostituirlo e qui nascono dubbi. A quanto ho letto si vorrebbe proporre autori sempre classici italiani e stranieri non proprio moderni che non vuol dire contemporanei e quindi saremmo al punto di partenza. Che fare? Lasciare al docente la scelta in base a ciò che ha di fronte.