- Autore: Benedetta Santini
- Genere: Autostima, motivazione e pensiero positivo
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2022
- ISBN: 9788804785941
Platone, c’ho l’ansia è il libro di Benedetta Santini edito nel catalogo Mondadori nel 2022, e il cui sottotitolo recita: “8 filosofi per trovare il tuo posto nel mondo”.
Conosci te stesso. Il primo a dirlo, come in pochi sanno poiché la frase venne da sempre attribuita a Socrate, fu Talete. Siccome venne in continuazione giudicato come un uomo con la testa fra le nuvole e ricordato solo per aver detto che l’acqua è il principio di tutte le cose, quando invece era dotato di un sopraffino ingegno e predisse anche la prima eclissi come altre importanti invenzioni, decise un giorno di sfruttare la cosa che più lo rappresentasse, guardando dentro di sé e dando valore alle proprie capacità. Così, tramite dei calcoli matematici, in cui era molto sapiente, comprò tutti i vigneti capendo che quell’anno ci sarebbe stato un raccolto molto fruttuoso dal quale ricavò una consistente somma di denaro. Fu il primo a capire che l’uomo ha delle potenzialità con cui nasce e non deve cambiare per gli altri o per la società, ma fortificarle rimanendo fedele a se stesso conoscendosi meglio.
Poi ovviamente ci fu Socrate. Questa scritta in greco si trova sul tempio dedicato al Dio Apollo, egli fu colui che disse “so di non sapere” anche quando dall’oracolo di Delfi venne definito il più sapiente fra gli uomini. Con la frase “conosci te stesso” ci ricorda che dobbiamo essere umili, siamo uomini e come tali abbiamo i nostri limiti e le nostre fragilità, dobbiamo accettare di poter sbagliare (anche Seneca ci ricorda questo dicendo che, anche se sbagliamo a fare delle scelte, la cosa importante - che non deve essere un contentino ma è un ragionamento degno di rispetto - è aver provato a percorre una nuova strada, aver messo impegno dimostrando così di avere un carattere forte e temprato, anche se non abbiamo vinto la maratona abbiamo la gloria di aver gareggiato ma con tutta l’anima e la voglia di intraprendere un nuovo percorso, e ciò ci rende comunque uomini virtuosi).
Aristotele, guardando le sue amate rondini spiccare il volo, capì che ognuno nasce con delle potenzialità e la ricerca della felicità sta proprio in questo: la vita è fatta di alti e bassi e non si può fare a meno della tristezza, ma se riesci a concentrarti sulle tue doti, su ciò che ti fa stare bene, conoscendoti, riesci a crearti un piccolo spazio di felicità che nessuno può toglierti, un luogo protetto, tutto per te.
Fichte ci ricorda di essere liberi e cercare la verità, di perseguire quello che siamo senza sottometterci ai potenti o alla società: i potenti sono i primi a essere schiavi perché sono pronti a cedere, a idolatrare il primo più forte di loro che incontreranno, mentre l’uomo libero cerca, cerca la verità, cerca le domande da porsi. Schopenhauer, conoscendo a fondo se stesso, riuscì a vivere meglio la sua solitudine, perché se stai bene con te ne senti proprio il bisogno, sei tu che in determinati momenti la ricerchi e ti senti completo e in buona compagnia. Nietzsche si sentì sempre diverso dagli altri, ma questo lo aiutò a creare uno dei suoi più grandi capolavori, Così parlò Zarathustra; capì che stare bene non sempre è impossibile e anche lui ha vissuto una vita tormentata, ma almeno con se stessi bisogna guardare dentro di noi e dare voce al bambino che eravamo e che ancora sentiamo respirare, quel bambino che non si pone problemi se improvvisamente sente il bisogno di ballare ma lo fa e basta, se vuole disegnare non pensa al profitto che per forza ne deve derivare come da adulti ci impone la società, lo fa perché lo sente e lo fa stare bene e questo è ciò che conta. Ci ricorda che non dobbiamo cambiare per sperare di ricevere un po’ di amore dagli altri o mortificarci se qualcuno ci fa dei complimenti, o legare con persone che non ci vogliono ascoltare davvero, perché poi diventiamo come dei cammelli che sono costretti a portare dei pesi più grandi di loro. Dobbiamo combattere con il drago “tu devi”, diventare leoni e distruggere tutto, o meglio la maggior parte, per arrivare anche se con fatica e un po’ di sofferenza, che è necessaria alla metamorfosi, ai nostri valori più intimi e alla nuova persona che diverremo.
Questi citati sono tutti degli atopos, uomini che non trovano il loro posto nel mondo; questo avviene perché la loro casa è il viaggio, non la destinazion,e e il mezzo per viaggiare più velocemente è la mente e, per questo ,la maggior parte degli atopos sono filosofi, e non sono soli in mezzo al mare della vita. Bisogna dare ascolto al “se stesso”, alla nostra verità interiore, al nostro essere e non all’ “idem”, lo stesso, quello che ci tiene legati agli altri, alle loro opinioni e che ci rende uguali. Siamo querce tutte diverse e non giunchi pronti a piegarci al minimo soffio di vento.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Platone, c’ho l’ansia
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