La tutela dell’ambiente, in Italia, parte addirittura dalla Costituzione, che la menziona apertamente nell’articolo 9. Da quell’importante inizio, però, la legislazione, nel nostro Paese, si è tradotta in un groviglio di norme contrastanti e di rimpalli di competenze, dilaniata dall’eterno contrasto fra interessi pubblici e privati. L’esauriente saggio di Salvatore Settis Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile (Einaudi, 2019) cerca di mettere ordine e di esortarci all’azione.
Ambiente, paesaggio, territorio: tre denominazioni che, nella formulazione delle infinite leggi, regolamenti, codici che si sono susseguiti in Italia dal 1948 a oggi, sono state spesso e volentieri confuse, scambiate, mescolate. Al di là dei termini usati, quello che veramente confonde e destabilizza il cittadino, che dovrebbe invece esserne il primo beneficiario, è il groviglio inestricabile di competenze che vengono rimpallate fra Stato, Regioni, Province e Comuni, di regolamenti che pretendono di scavalcare leggi o la stessa Costituzione, di articoli che vanno l’uno in contraddizione dell’altro, paralizzando di fatto quella che dovrebbe essere la tutela e la valorizzazione della più grande ricchezza italiana: il patrimonio paesaggistico.
Non si vuole qui cadere nella retorica della “bella Italia” superiore a qualsiasi altro Paese d’Europa e del mondo, ma semplicemente evidenziare come l’ambiente, bene essenziale per lo stesso benessere degli abitanti, sia da sempre al centro di una diatriba senza apparente soluzione: quella fra l’interesse del popolo alla conservazione del territorio, al quale è legata la stessa salute dei cittadini, e quello economico di pochi imprenditori senza scrupoli, del tutto disinteressati alla tutela del paesaggio ma concentrati esclusivamente sul profitto personale. Allargando il discorso, quella fra gli interessi pubblici e quelli dei privati possessori di un bene.
Eppure, l’Italia è sempre stata un passo avanti rispetto agli altri paesi europei, sia dal punto di vista temporale che da quello qualitativo, per l’emissione di leggi e regolamenti a tutela del paesaggio: basti pensare all’articolo 9 della Costituzione, che stabilisce che la Repubblica
tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, e si impegna a proteggere l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.
Come mai, invece, la realtà di ogni giorno è ben diversa? Come mai avanzano il degrado, la speculazione edilizia, lo scarso rispetto di quello che dovrebbe essere l’equilibrio fra urbanizzazione e paesaggio rurale? Soprattutto, che cosa possiamo fare, noi, in merito?
Il primo passo è sicuramente la consapevolezza della situazione normativa, partendo dalla formulazione del già menzionato articolo 9. Malgrado l’estrema importanza che riveste la presenza di tale articolo nella nostra Costituzione, esso, come del resto tutti gli altri, non offre che linee generali, guida e base per la successiva legislazione. Ma se già esso stesso, a suo tempo, è stato oggetto di proposte, bocciature, controproposte, correzioni e variazioni prima di prendere la sua forma definitiva, quello che ne è scaturito in seguito è stato un dedalo di leggi, regolamenti, norme spesso in contrasto l’una con l’altra; con la regionalizzazione, prevista dalla Costituzione ma iniziata negli anni Settanta e spinta ulteriormente nei Novanta, si è assistito a un balletto delle competenze che ha portato, fra l’altro, a varie zone “grigie” non attribuibili con certezza all’una o all’altra istituzione. Corruzione e “amichettismo” hanno fatto il resto. Qual è, quindi, la soluzione? Come l’autore suggerisce, la vera rivoluzione non può che arrivare dal basso: da noi, i cittadini, veri titolari del diritto alla tutela dell’ambiente.
Non molto sembra cambiato dal 2010, anno di uscita della prima edizione di questo esauriente saggio, a oggi: la tutela dell’ambiente ha ancora moltissima strada da fare. Salvatore Settis ci accompagna in questo viaggio nella storia della normativa italiana, e non è una passeggiata di piacere, ma una precisa cronologia che, necessariamente, spesso snocciola una sfilza di dati e riferimenti da prendere in esame con pazienza. Il quadro generale che ne esce è desolante, ma questo libro vuole semplicemente essere una spinta all’azione, prima che sia troppo tardi.
- Autore: Salvatore Settis
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Einaudi
- Anno di pubblicazione: 2019
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Non è un libro facile, ma la materia interessa tutti noi.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile
Lascia il tuo commento