- Autore: Luigi Malerba
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2019
- ISBN: 9788822902740
Mozziconi, il personaggio da cui prende il nome il racconto breve di Luigi Malerba Mozziconi (Edizioni Quodlibet, 2019), ricorda il semplice Marcovaldo di Italo Calvino ma ha un carattere che lo avvicina piuttosto al filosofo greco antico Diogene di Sinope, detto il cinico.
È un barbone che vive a Roma, in una baraccopoli, finché ne ha abbastanza della città che gli è diventata troppo brutta e decide di andarsene, di sotto… Fa piazza pulita di tutto: butta tutto fuori dalla finestra, prima i mobili e le suppellettili, poi il tetto, il pavimento, il muro e, per finire, butta anche la finestra fuori dalla finestra. Nel vero senso della parola. Poi si trasferisce sotto Roma: lungo le sponde del fiume Tevere, dove iniziare una nuova vita, più vera e libera. Ricordate Diogene? E lì scopre che il biondo Tevere, tanto decantato dai poeti, prende il suo colore dagli scarichi fognari della città e decide di fare qualcosa, decide di condividere i suoi pensieri filosofici creativi intuitivi strampalati inserendoli nelle bottiglie che affida alla correte del fiume. Perché Mozziconi è strampalato e ridicolo e pensa molto, tanto che la sua testa rischia sempre di scoppiare, il che è un pericolo concreto.
A forza di stare solo Mozziconi aveva la testa sempre affollata di pensieri come la Piazza san Pietro quando parla il papa. Ma deve esserci il sole perché se piove la piazza è mezza vuota anche se parla il papa.
Non fa ridere i polli perché sulle sponde del Tevere non ce ne sono ma fa ridere gli uccelli e i pesci che gli parlano. Proprio così; in un racconto può succedere che anche gli animali parlino. Anche la capacità relazionale di Mozziconi è scarsa, forse nulla, e non riesce a legare proprio con nessuno, anzi fa scappare la gente (e gli uccelli e i pesci) appena l’avvicina.
È arrabbiato con le persone irrispettose sporcacchione (molte) e i ricconi: stramiliardari, miliardari, mezzimiliardari, milionari, ecc.
Mozziconi lo sapeva come si fa a diventare ricchissimi stramiliardari, bisogna rubare. Però i posti da ladro sono sempre occupati e quando se ne libera uno perché il ladro muore o va in pensione ci sono già pronti i successori. Fare il ladro è una carriera come quella militare che parte da caporale e finisce a generale.
E non sopporta nemmeno i politici ladri ruboni (tanti, tutti?), “di quelli che non vanno mai in prigione” perché furbi. La sua è una voce nel deserto fino quando riesce a ottenere visibilità. Si dice così nella pubblicità! E allora diventa veramente pericoloso per i politici.
Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi (1927 – 2008), è un apprezzato autore italiano del secondo Novecento. Di formazione giurista, ha lavorato come giornalista e ha scritto diversi romanzi, racconti, libri per l’infanzia, saggi e sceneggiature teatrali e per il cinema. Negli anni ha collezionato numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro caratterizzato da attività e interessi molteplici. Questo racconto è stato pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1975.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Un racconto breve condito con un’ironia che può far sembrare leggere le riflessioni critiche dello strampalato protagonista. Ma lo strano è lui, non le sue idee. Lo consiglio a chi ama riflettere con la propria testa e non disdegna l’ironia e la satira.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Mozziconi
Lascia il tuo commento