- Autore: Édouard Louis
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788834621363
Appena 127 pagine: un lungo racconto, Monique evade, edito da La nave di Teseo e tradotto da Annalisa Romani, quello di Édouard Louis, che racchiude una storia intrigante, quella del rapporto tra un figlio, adulto, scrittore, gay, e sua madre Monique.
Lui aveva vissuto l’infanzia in famiglia, in un paese al nord della Francia, con un padre violento, un fratello e una sorella, prigionieri di una famiglia in cui vigeva il patriarcato più intransigente. La madre Monique, completamente schiavizzata dal marito, incapace di uscire da una gabbia di doveri, decisa a non far mancare nulla ai tre figli pur vivendo in miseria, non ne aveva potuto più ed era fuggita a Parigi. Qui aveva incontrato un altro uomo, all’apparenza gentile, con cui si era illusa di cominciare una vita nuova. Ma la storia si era ripetuta: anche questo, beone, manesco, le aveva riservato una vita infelice, e lei si era ritrovata ancora vittima sacrificale di una situazione che non le lasciava uscita.
Qui comincia il racconto del figlio: ad Atene per un impegno di lavoro, scrittore affermato, è raggiunto da una telefonata della madre che, piangendo disperata, gli chiede aiuto, sopraffatta dall’inaudita violenza dell’uomo con cui convive. Spaventato, chiede aiuto all’amico Didier che aiuterà sua madre a raggiungere il suo appartamento parigino, penserà alle sue prime necessità, visto che lui non può precipitarsi a Parigi come avrebbe voluto. Nel romanzo seguiamo il rapporto a distanza fra madre e figlio, la metamorfosi che si manifesta nella donna, ultracinquantenne, che scopre il significato della parola libertà, la possibilità di non avere orari, di non rendere conto a nessuno del proprio tempo e del modo di trascorrerlo, senza vincoli né doveri: una scoperta che grazie al figlio si rivelerà terapeutica per lei e positiva per i rapporti con il figlio scrittore e con la figlia che vive con la famiglia in una cittadina del nord. Tramite le buone intenzioni del figlio, Monique troverà una piccola casa con giardino vicino alla figlia e potrà iniziare la nuova vita di donna libera.
Le riflessioni sul tema della libertà sono espresse dallo scrittore attraverso il celebre esempio della scrittrice Virginia Woolf, che nel celebre Una stanza tutta per sé aveva teorizzato che per divenire veramente libera di seguire la propria vocazione letteraria una donna aveva necessità di una stanza solo sua, munita di chiave, e una rendita di 500 sterline l’anno, in grado di consentirle una vera libertà di movimenti, di tempi, di indipendenza reale. Ecco che, partendo dall’esempio di Woolf, la scrittore regala a sua madre un’occasione davvero irripetibile di indipendenza che lei saprà mettere a frutto: nelle ultime pagine del racconto, madre e figlio raggiungeranno un teatro in Germania, ad Amburgo, dove la loro storia, attraverso il romanzo pubblicato dal figlio, è divenuta una pièce, e lei diventerà la vera protagonista della serata, lei che non aveva mai lasciato la Francia, lei che aveva passato la maggior parte della sua esistenza prigioniera dei cliché maschilisti di una cultura che stenta a morire.
Vedevo la nuca di mia madre qualche metro davanti a me, i suoi capelli messi in piega e tinti per l’occasione, il suo corpo sempre più libero, il pugno che aveva alzato verso il cielo, e mi ripetevo: Ha vinto lei. Ha vinto lei.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Monique evade
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