- Autore: Nicolò Blunda, Marco Rizzo e Giuseppe Lo Bocchiaro
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Becco Giallo
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788833143903
Dall’esperienza rivoluzionaria del Sessantotto si è venuti fuori sognatori a oltranza, oppure armi in pugno. Le recidive reazionarie del contesto politico italiano - tra stragi di Stato, servizi segreti deviati e deliri di golpe alla cilena - non autorizzavano, del resto, scelte ulteriori. A seguito dell’inasprirsi della strategia della tensione, alla meglio gioventù di quegli anni non restava che l’aut-aut. Una scelta politica, e ontologica al tempo stesso: alzare il tiro della lotta con il ricorso alle armi o, per vie meno radicali, resistere al revanscismo di Stato attraverso un dissenso limitato ad azioni incruente e alle parole. Nel graphic novel Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore (Nicolò Blunda, Marco Rizzo e Giuseppe Lo Bocchiaro, ripubblicato nel 2025 nella collana - eccellente - Misteri d’Italia a fumetti di Becco Giallo), l’antinomia è resa dal progressivo divaricarsi delle posizioni di due leader carismatici del movimento studentesco di Trento: Renato Curcio (che di lì a poco fonderà le Brigate Rosse) e Mauro Rostagno (che rimarrà invece ancorato a un antistatalismo senza spargimenti di sangue).
Di quest’ultimo il libro di Blunda-Rizzo-Lo Bocchiaro riepiloga le tre vite (in una sola), prendendo a prestito una teoria dei colori che passa dal rosso della battaglia politica, dall’arancione del soggiorno indiano e della lotta alla droga, al bianco della lotta alla mafia che finirà per ucciderlo. Si evince che la lotta è stata collante della parabola anti-sistema di Mauro Rosagno. Sociologo. Giornalista. Agit-prot politico e culturale (ma anche co-fondatore del centro Sociale Macondo, del quotidiano “Lotta Continua”, della comunità socioterapeutica Saman, in un primo tempo ispirata al movimento del guru Osho Rajneesh), Rostagno è stato, in prima istanza, un utopista cui non faceva difetto il coraggio. Un uomo disallineato - più Cristo laico che Guevara, straordinario oratore - che ha insistito nella sua battaglia disarmata anche quando
Molti dei leader del ’68 (avevano, ndr) supinamente smesso i panni di ‘voci’ critiche, allineandosi nei partiti di regime e nelle istituzioni… alcuni (dandosi, ndr) alla lotta armata…
per dirla più o meno con parole sue (p. 81). Un contestatore irredento, al punto da rifiutare di discutere la propria tesi di laurea, lasciandosi andare a una catilinaria anti-sistema a commissione schierata.
Prove tecniche per un mondo migliore, riassume il sottotitolo di questo graphic novel, centrando in pieno gli intenti rostagniani.
Per me il comunismo è l’abbattimento di ogni morale: crescere abbattendo le costrizioni, le cose che ti impediscono di svilupparti. E tutto ciò senza fare drammi… il comunismo è la ricerca della felicità, di un modo tuo di essere felice […] Ho capito una cosa con mia figlia di tre anni: che tutto il modo di trattare i bambini è di destra perché considera la loro vita in funzione di un’altra vita, quella adulta. La pedagogia, anche se di sinistra, vuole preparare i bambini a essere adulti. Non considera la loro età come autentica
(p.82)
Con l’attestarsi definitivo del pedagogismo di Stato – alla faccia del paravento (finto)democratico, l’attualità declina in progress forme di asservimento e acriticismo indotti (via media e social media) – cosa significa leggere questo libro salutare per occhi-testa-cuore? Se da un lato può voler dire misurarsi con la parabola-paradigma di un uomo morto e vissuto in costante adesione al proprio ideale (un ideale imprescindibile al ben-essere collettivo), dall’altro è ricordare, agli affetti da amnesia, un tempo sociale di fervori e sfide collettive. Mauro Rostagno (il graphic novel) si declina attraverso una struttura circolare: si apre e si chiude cioè con l’agguato mafioso di cui il giornalista rimane vittima per avere denunciato le collusioni tra mafia e politica locale. Racchiusi fra incipit ed epilogo, i tre macro-capitoli (rosso, arancione, bianco) coincidenti ciascuno a una fase della vita pubblica/privata e in prima linea di Rostagno. Con i corredi analitici di Adriano Sofri (Una delicata sete di vita), Nicola Blundo e Marco Rizzo (Dietro le quinte) e Benedetta Tobagi (La memoria ferita), e le interviste a Calogero Germanà e a Elisabetta Roveri e Maddalena Rostagno, Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore si staglia, in ultima analisi, come graphic novel formalmente elegante e contenutisticamente densissimo. Ci passano dentro mezzo secolo di Italia stile “mafieria” (E. Jannacci). E ci passano i 46 anni (appena) della vita di Rostagno, avversore degli abusi di potere sin da studente senza mai fare fuoco se non attraverso le parole. Da promulgatore inerme di giustizia e libertà, in un’Italia sedicente democratica, di fatto collusa con le peggiori metastasi nere, atlantiche, e criminali. Ieri come oggi, del resto. Se la storia può ancora insegnare qualcosa, questo libro insegna l’etica intrinseca alla lotta sociale. Imprescindibile.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Mauro Rostagno. Prove tecniche per un mondo migliore
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