- Autore: Michael Farris Smith
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Jimenez edizioni
- Anno di pubblicazione: 2026
Keal e Burdean, personaggi del romanzo di Michael Farris Smith Lupi nella notte (Jimenez, 2026, trad. di Michela Carpi), sono due uomini che vivono di espedienti non proprio e non sempre legali.
Un giorno vengono contattati per un "lavoro": devono ritirare qualcosa di prezioso in una vecchia chiesa abbandonata, ma non viene detto loro di cosa si tratta. Quando arrivano sul posto, trovano una bambina. Intorno a lei, decine di uomini morti.
Decidono quindi di prendere con loro la piccola, ma resta un dilemma morale: consegnarla o no? E poi che cosa vogliono i criminali da lei? Nel periodo che i tre passano insieme - con l’aggiunta di Cara, una ragazza che li ha aiutati a salvare la bimba -, si scoprirà che gli altri pensano lei sia una "bambina messianica" in grado di controllare il tempo atmosferico, ma anche questo potere resta nell’ombra, è da verificare.
Anche Keal ha una dote particolare: sognando, ha delle premonizioni, spesso fosche; e allora decide scientemente di non dormire più e induce questo stato di vigilanza perpetua con l’uso di farmaci. È l’esatto opposto di quanto avviene in Il mio anno di riposo e oblio, in cui la protagonista prende sonniferi per dormire quasi ininterrottamente. Il tema dell’insonnia (o comunque del sonno) mi ha sempre affascinato per vari motivi. Trovo molto difficile descrive i sogni - che sono per loro natura effimeri e incoerenti. Michael Farris Smith riesce benissimo in questo compito, trasmettendo l’angoscia degli incubi.
L’alterazione del sonno, consapevole o no, è stata argomento di numerosi saggi e memoir, da Le infinite notti di Samantha Harvey a Mai fidarsi delle donne insonni di Annabel Abbs, oltre a rientrare nei romanzi che trattano l’abuso di droga. In questo romanzo invece la questione è legata a un potere quasi sovrannaturale che si inscrive nel perimetro del genere weird e si unisce alla più vasta tematica dei "bambini messianici": anche Nina di Nina dei lupi mostrava una capacità simile a quella della ragazzina protagonista di Lupi nella notte, e in tutti e due i casi il potere non viene mai esplicitato apertamente, lasciando un alone di mistero.
C’è in effetti un lupo anche nel libro di Farris Smith, anche se riguardo a questo vanno notate due cose: in primo luogo il titolo originale è Lay Your Armor Down, ovvero "Deponi la Tua Armatura"; in secondo luogo i lupi ai quali si fa riferimento sono gli esseri umani in senso figurato, e non le bestie.
La bambina ha l’aura strana della protagonista di La ragazza che annega di Caitlín R. Kiernan, a metà tra una sirena e un fantasma, senza portarsi dietro la conseguente carica gotica ed erotica.
Il libro mi è piaciuto soprattutto per lo stile di scrittura, perché l’autore americano è bravissimo a rendere in maniera visiva e poetica i diversi passaggi del giorno. Dal tipo di sensibilità narrativa si intuisce che lo scrittore è anche musicista (la sua band si chiama The Smokes). Tuttavia, il finale non mi ha convinto troppo perché resta un po’ vago e fumoso, non molto definito.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Lupi nella notte
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