Le figlie del pittore
- Autore: Emily Howes
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2026
Le figlie del pittore (Neri Pozza, 2026, titolo originale The Painter’s Daughters, traduzione di Alessandro Zabini) è il romanzo d’esordio di Emily Howes, che ha vinto nel 2021 il Mslexia Novel Prize per manoscritti inediti, dedicato alle figlie del celebre ritrattista e paesaggista inglese del Settecento, Thomas Gainsborough (Sudbury, 14 maggio 1727 – Londra, 2 agosto 1788).
Amore, follia, devozione e sorellanza: ecco la coinvolgente narrazione della storia delle figlie del grande pittore Thomas Gainsborough, intrappolate nell’immagine ideale che il mondo vedeva nei loro ritratti.
Thomas Gainsborough nacque a Sudbury, nel Suffolk, il 14 maggio 1727. Figlio del mercante di tessuti John, e di Mary, sorella del reverendo Humphrey Burroughs, nonché fratello del ministro, inventore e ingegnere Humphrey. Gainsborough trascorse la fanciullezza insieme ai fratelli John e Humphrey in quella che oggi è la Gainsborough’s House: già dai primi anni respirò un’atmosfera satura di arte, tanto che in questo periodo realizzò numerosi disegni, tutti a tema paesaggistico. Dopo aver compiuto 14 anni nel 1740, Gainsborough fu mandato a Londra, dove prese probabilmente lezioni da Hubert-François Gravelot e da Francis Hayman, che gli insegnarono l’importanza delle finezze grafiche e ne rafforzarono la predisposizione artistica, il talento e l’interesse per la natura.
In quest’epoca si invaghì di una donna, tale Margaret Burr, a tal punto da farla sua sposa pur avendo egli soltanto diciannove anni: i due, infatti, si unirono in matrimonio nel 1746. Questo, tuttavia, non fu un periodo felice per Gainsborough: i suoi dipinti non riscuotevano successo e la situazione economica si era fatta a dir poco catastrofica. Per sopperire alla mancanza di denaro i due coniugi nel 1748-1749 fecero ritorno nel Suffolk per tentare di vendere più opere, e da lì si trasferirono dapprima a Ipswich (stavolta insieme alle due figlie appena nate, Peggy e Molly), dove ebbe come protettore Philip Thicknesse, e poi nel 1759 a Bath, dove rimase fino al 1774.
È questo il periodo più felice della sua produzione artistica, tanto che eseguì numerosi ritratti dei vari dandy che si recavano alla stazione termale locale; nel 1768 fondò addirittura la Royal Academy of Arts, esponendovi le proprie tele alle mostre degli anni 1769, 1770, 1771 e 1772. In seguito a un’aspra disputa sorta col Thicknesse, anch’egli facente parte dei primi trentasei soci dell’Accademia, nel 1774 Gainsborough si trasferì a Londra, dove assunse il ruolo di pittore preferito del re e della corte e, quindi, di ritrattista di corte. Dal 1784 si acuirono le divergenze con l’Accademia, già iniziate nel 1773; esposti gli ultimi lavori nelle mostre dal 1777 al 1782, Gainsborough cessò definitivamente le proprie attività all’interno della Royal Academy, decidendo di esporre le sue opere nel suo studio privato.
Tre anni dopo si ammalò di cancro, che lo condusse alla morte l’anno successivo: Thomas Gainsborough morì il 2 agosto 1788, all’età di 61 anni. Oggi le sue spoglie riposano nella chiesa di Sant’Anna, a Kew, nel Surrey.
Pochissimo si sa di Meg Burr, suocera di Gainsborough. È documentata soltanto la nascita, a Londra di Margaret, figlia illegittima del duca di Beaufort. Il duca di Beaufort assunse probabilmente la paternità della piccola Margaret per aiutare il suo amico Principe di Galles Federico di Hannover a districarsi da una situazione incresciosa. La prova a sostegno di tale teoria si fondava sulla possibilità che la malattia di Molly fosse porfiria ereditaria, una patologia recessiva, che si manifesta in modo apparentemente casuale. Il figlio maggiore di Federico, salito al trono con il nome di Giorgio III (Giorgio Guglielmo Federico di Hannover; Londra, 4 giugno 1738 – Windsor, 29 gennaio 1820) è stato re di Gran Bretagna e d’Irlanda dal 25 ottobre 1760 al 1º gennaio 1801, è famoso come il “re pazzo” e si è ipotizzato che la causa della sua follia fosse proprio la porfiria. Inoltre, c’è l’interesse del duca di Beaufort per la causa dell’assistenza alle madri nubili, che lo condusse a diventare uno dei fondatori e uno dei principali beneficiari del Foundling Hospital di Londra.
Un altro curioso dettaglio è che una volta Margaret Gainsborough dichiarò di essere “la figlia di un principe”. Non si saprà mai con certezza; quindi l’autrice ne ha tratto ispirazione per scrivere la storia di Meg Burr, la quale, “come ogni storia, dice più di chi la narra che di ciò che narra”.
Le figlie del pittore
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