La vita migliore
- Autore: Étienne Kern
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: L’orma editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Il francese Émile Coué è ricordato da sempre come l’inventore della gioia e dell’ottimismo: Étienne Kern lo introduce alla nostra lettura, nelle pagine iniziali del suo libro, tra i passeggeri di prima classe sul transatlantico Majestic in arrivo a New York per una serie di convegni, una mattina del gennaio del 1923. Ha sessantasei anni ma non li dimostra, ed è diventato famoso oltreoceano per il suo piccolo volume andato a ruba, Il dominio di sé stessi o l’autosuggestione cosciente, nel quale prometteva salute, felicità, gioia e fiducia. La vita migliore (L’Orma Editore, 2025, traduzione di Anna Scalpelli) è il secondo romanzo del nostro autore, ex studente dell’École normale supérieure e laureato in lettere classiche, oggi insegnante di letteratura a Lione, che ha pubblicato diversi saggi di critica letteraria a quattro mani con la moglie Anne Boquel.
Ci sono esseri che sembrano star lì da sempre. È forse necessario perderli per rendersi conto del posto che occupano dentro di noi.
Così è stato per Kern, quando da adolescente un professore in classe aveva pronunciato il nome di Émile Coué, il padre del pensiero positivo, una storia dimenticata che suscita in lui molta curiosità. In questo libro scriverà della sua vita e del suo pensiero, di come frequentasse i luminari dell’epoca e di quanto fosse sensibile alla nascente psicoanalisi, “per costruire una scienza ai margini della scienza”. Narrerà della sua infanzia vissuta da figlio unico negli anni sessanta dell’Ottocento accanto alla dolce madre Catherine e al padre un po’ burbero, impiegato delle ferrovie e appartenente alla nobiltà dell’Ancien Régime. Émile crescerà desiderando diventare un chimico, ma il padre gli si opporrà per gli studi troppo costosi e lunghi: sarà farmacista. Amerà per tutta la vita Lucie, una bella ragazza bruna dagli occhi che brillavano, figlia di un orticoltore, che parlava quattro lingue e suonava benissimo il pianoforte. Lucie amava Schuman, Émile preferiva Mozart; Lucie si emozionava di fronte al sole quando sorgeva, Émile amava i colori del tramonto.
In un giorno di pioggia una donna nella sua farmacia gli chiese una medicina per poter stare meglio e che le potesse essere di sollievo. Nel retrobottega Émile volle prepararle in un piccolo flacone dell’acqua distillata con lo zucchero, poi scrisse parole difficili sulla bottiglietta e invitò la donna ad assumerne solo poche gocce al giorno. La donna tornerà dopo qualche tempo a ringraziarlo e per Émile fu l’inizio dei suoi studi.
Una lezione su cui Émile mediterà fino alla morte: l’immaginazione può tutto. Effetto placebo, sì. Lo ha capito. Prima ancora del rimedio, c’è bisogno del rimedio e il bisogno di credere.
Psicologia, mente umana; e se si potesse curare qualcuno anche senza medicinali? Non crederà mai nei miracoli ma teorizzerà il potere della suggestione e sarà questa la sua battaglia. Nella bottega della sua farmacia preparerà le pillole Coué, l’effetto placebo, un po’ di zucchero e farina, la giusta dose affinché i suoi clienti potessero dimenticare emicranie e disturbi digestivi. Tollerato dai medici che lo trovavano un uomo sincero e simpatico, nacque il suo metodo; guidare l’immaginazione con l’autosuggestione, legato al potere della mente. L’ipnosi era passata di moda, a Vienna Freud ci aveva rinunciato da tempo, ed Émile seguirà la sua strada, convinto delle sue idee e di quanto potessero fare bene. Aiutare a stare meglio e ad essere felici. “Pensate sempre posso e mai non posso”. Non era un maestro né un medico: sarà un professore, con il suo metodo, il professore di ottimismo. Sarà l’immaginazione a guidarci e sarà la chiave, il rimedio. E come si guiderà l’immaginazione? Parlando a sé stessi, prendere le parole una per una e ripeterle.
Dal 1913 la sua vita sarà in grande fermento; riceverà sempre più persone e le sue parole piaceranno anche ai grandi della terra. Il suo primo congresso a Parigi lo farà conoscere al mondo intero e negli anni bui della guerra Émile vorrà essere utile alla società, cambiare il mondo e il suo Paese nel rendere tutti più forti e felici invocando un salvataggio morale dei giovani: “l’immaginazione che salva, l’autosuggestione che cura”. Farà ciò che più sapeva fare e che sempre aveva fatto, ripetendo le stesse storie e gli stessi consigli. Non era un salvatore, era solo un insegnante, un umile insegnante di ottimismo. Tutti lo acclameranno, una celebrità mondiale che verrà paragonata a Gandhi, Einstein, Lenin.
La vita migliore è un interessante e delicato romanzo-biografia di un filantropo dal celebre metodo spesso deriso: il pensiero e gli ideali di un semplice uomo, sincero, che credeva di aver scoperto le chiavi della salute e della felicità, l’arte della gioia.
La vita migliore
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La vita migliore


Lascia il tuo commento