- Autore: Mirko Zilahy
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Mondadori
- Anno di pubblicazione: 2025
La stanza delle ombre, edito a giugno 2025 da Mondadori, è un thriller ambientato a Roma. L’autore è Mirko Zilahy, scrittore italiano, editor e traduttore. Tra le sue opere la Trilogia del Caos, edito da Longanesi, e la traduzione de Il Cardellino di Donna Tartt, premio Pulitzer 2014.
Sulle rive del Tevere viene ritrovato un cadavere di una donna. Viene chiamato un collaboratore per aiutare nelle indagini, perché il corpo giace sulla sponda del fiume “come in un dipinto”. Nemo Sperati non è solo un collaboratore di polizia, è un professore di arte, famoso per avere un dono particolare: chiude gli occhi e disegna con molta precisione una scena, un quadro, e in uno speciale di Rai3, persino, tutta Roma, a memoria. Come fa? Scende nella stanza delle ombre. Chiude gli occhi, e dopo un po’ davanti a lui prende forma la scena, i colori si fanno vividi e i dettagli diventano chiari, ma soprattutto la stanza delle ombre rende visibile ciò che non lo è, come l’arte. Questo era uno degli esercizi che faceva con il padre.
Nemo, infatti, è il figlio di Rufo Speranza, artista di grande talento, passato alla cronaca come un grande falsario, morto suicida quando lui aveva appena 15 anni. Il padre è stato il suo mentore e lui ha intrapreso la sua stessa strada, ma a causa del risentimento che prova nei suoi confronti Nemo fa tutto il contrario di quello che faceva il padre ed ha cambiato, persino, il suo cognome, rinnegandolo.
In ogni opera d’arte – e una scena del crimine lo è in tutto e per tutto [...] esistono particolari nascosti in grado di svelare l’identità dell’autore facilitandone l’attribuzione. Io faccio questo. [...] Attribuisco un’opera d’arte all’autore che l’ha prodotta. Riconoscendo elementi strumentali – i colori, la tela, le setole, la cornice –, ambientali come la datazione dei materiali utilizzati, e tecnici come il tratto, la pennellata, la tradizione a cui si ispira l’autore. Che l’artista e l’assassino seriale pianificano il lavoro con la stessa accuratezza. L’opera che mettono in scena è frutto della loro poetica, quella che lei chiamerebbe la “fantasia ricorrente” del serial killer
spiega Sperati all’ispettrice Miriam Tiberi, con la quale porterà avanti le indagini per scoprire il colpevole.
Questo libro è un bellissimo viaggio attraverso una Roma oscura e decadente, tra il mattatoio di Testaccio e la trattoria di Sora Lella sull’isola Tiberina. Un viaggio tra la sottile linea del lecito e dell’illecito, tra l’arte e la realtà, tra il vero e il falso. Un viaggio nel passato di Nemo, che lo porterà a capire meglio il padre e a smascherare chi si cela dietro ai delitti e a trovare un po’ di pace per sé stesso. Consigliato a chi ama l’arte, gli enigmi e i colpi di scena.
L’autore dedica questo romanzo a Eric Hebborn, il falsario più famoso del Novecento, trovato morto a Roma nel 1996. A lui si è ispirato per la figura di Rufo Speranza.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La stanza delle ombre
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