- Autore: Giovanni Salomone
- Genere: Sport
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
Giovanni Salomone, grande esperto del mondo latino-americano, ha scritto La rivoluzione nel metro cuadrado. Storia poetica di un calciatore e di un sogno (Garrincha Edizioni, 2025) per narrare il Cile degli anni Settanta e Ottanta, in tutto quello di straordinario e tragico che successe nei campi da calcio, nella politica e nella società. Il libro è l’insieme di tanti capitoli brevi ma ricchi di significato, coinvolgenti e gradevoli da leggere, che aiutano a conoscere presto il Paese “più lungo e più stretto di tutti, il punto più lontano che si possa raggiungere prima di cadere giù dal pianeta”.
Il protagonista dell’intera narrazione è Carlos Caszely, il Re del metro cuadrado, ovvero di quella porzione del rettangolo verde costituita dall’area piccola, dove quasi sempre terminano le azioni di gioco e i grandi centravanti diventano protagonisti con i loro tocchi, decidendo le sorti di una partita. Salomone ripercorre la carriera di Carlos Caszely fin dagli esordi, avvenuti a fine anni Sessanta, in quella che sarà la squadra della sua vita: il Colo Colo, la formazione “ribelle” di Santiago, famosa per la sua divisa con la striscia nera. Caszely, sfruttando al meglio le sue qualità tecniche, che gli permettevano di fare gol in tutti i modi, e mettendo sempre la sua creatività al servizio dei compagni, divenne presto il trascinatore del Cacique, portandolo alla vittoria di tanti titoli nazionali e a un passo dalla Libertadores, persa nel 1973 solo dopo una controversa finale contro gli argentini dell’Independiente. In questo modo, comunque, Carlos era riuscito a guadagnarsi un ruolo di primo piano anche in maglia Roja: con la nazionale cilena disputò due sfortunatissimi campionati mondiali nel 1974 e nel 1982, e sfiorò il successo della Coppa America nel 1979, inchinandosi solo al Paraguay, nel drammatico atto conclusivo.
Giovanni Salomone mette bene in luce come per il Re del metro cuadrado un vero calciatore dovesse essere d’esempio anche al di fuori del campo da gioco, riconoscendosi nella cultura della sua patria e interessandosi di politica, senza aver mai paura di prendere posizione. Carlos Caszely amava le canzoni di Violeta Parra, la musica degli Inti Illimani, le poesie di Pablo Neruda e poi i discorsi di Salvator Allende, il Presidente che, dopo la grande vittoria con Unidad Popular nel 1970, stava costruendo un Paese più giusto, non più sfruttato dalle grandi potenze straniere. E per Carlos tali ideali politici non erano negoziabili: per questo indossò sempre la sua cravatta rossa e non strinse mai la mano ad Augusto Pinochet, il satrapo al potere dopo il sanguinario colpo di Stato dell’11 settembre del 1973, che spezzò il sogno del popolo di Allende e segnò la storia dell’intera umanità.
La rivoluzione nel metro cuadrado da un lato racconta le pagine più tristi e dolorose degli anni in cui i militari furono al potere e inflissero efferate violenze agli oppositori, dall’altro mette in risalto il coraggio di chi salvò i perseguitati, come fecero, ad esempio, i funzionari dell’ambasciata italiana e l’Arcivescovo di Santiago Raúl Silva Henríquez.
Un forte messaggio di speranza emerge poi dall’ultimo capitolo, che è incentrato sulla sorprendente vittoria del NO a Pinochet al referendum del 1988, e presenta un finale a sorpresa, con Caszely ancora protagonista, autore di un altro gol meraviglioso, tre anni dopo aver appeso le scarpette al chiodo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La rivoluzione nel metro cuadrado. Storia poetica di un calciatore e di un sogno
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