- Autore: Emma Chapman
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788845940781
La prima luce di Emma Chapman, edito da Adelphi (2026, trad. di Marco Casareto), fa parte della Biblioteca Scientifica ed è un saggio solo all’apparenza complesso. Il libro si snoda attorno a quella che la scienza definisce "era oscura", in un cielo ancora privo di luce, laddove l’autrice ci guida lungo la strada delle graduali scoperte astrofisiche.
Meraviglia la descrizione delle stelle primordiali, diverse da quelle che attualmente conosciamo, con corpi definiti “giganti solitari”. Sono destinate, però, all’esplosione con la conseguente diffusione di elementi chimici. Il tema dell’accensione delle stelle è sicuramente il fil rouge tra le pagine, ma si indagano anche i primi buchi neri e le prime galassie.
In un excursus affascinante che intreccia vicende storiche a evidenze sperimentali, l’autrice riesce a esporre temi complessi in un linguaggio intelleggibile ai più, attraverso una narrazione ben organizzata in paragrafi. Il testo parte dalle prime classificazioni scientifiche delle stelle nel 1863, passa per il Big bang e, man mano, arriva ai giorni nostri spiegando quali esperimenti e scoperte scientifiche hanno modificato le ipotesi iniziali. Un viaggio nel tempo, anche attraverso la disamina degli strumenti ottici d’indagine del cielo; un viaggio che si conclude ancora con molto da rivelare.
Le domande che serpeggiano ne La prima luce e che, scorrendo le pagine, trovano risposte sono molte: le stelle nascono da sole? Ce ne sono di più tipi e di cosa sono composte? Si parla delle stelle di popolazione I, delle stelle di popolazione II e delle stelle di popolazione III, illustrandone le caratteristiche e le evoluzioni. Viene trattata anche la colorazione del redshifting e del blueshifting della luce, per spiegare l’espansione dell’universo e capire la vicinanza o meno dei buchi neri.
Fin dall’inizio del libro emergono figure femminili determinanti, come Williamina P. Fleming, assistente dell’astrofisico Edward C. Pickering, e Cecilia Payne Gaposchkin, una tra le astronome più valenti del ventesimo secolo. La donna che, però, mi ha colpito maggiormente è Katie Paterson: l’autrice racconta che nell’opera Earth-Moon-Earth la Paterson ha convertito la Sonata al chiaro di luna di Beethoven in codice Morse. Questo segnale è arrivato alla Luna ed è tornato diverso sulla Terra. La Paterson, quindi, ha trasformato questo rumore in musica e ne è uscita una melodia spettrale al pianoforte.
E poi ci sono molte pagine da segnalare: il colore dell’universo, ribattezzato con il simpatico nome di “caffellatte cosmico”, i dati di EDGES, capaci di individuare la temperatura delle stelle con la loro datazione. È stato curioso leggere di una massa definita massa di Jeans, dal nome del suo scopritore, che mostra lo spettro di un corpo nero e il suo collasso. E c’è materiale anche per gli appassionati di galassie: infatti l’autrice svela come sono state cercate le prime dell’universo.
Devo dire di aver scelto questo testo senza avere molta cognizione della materia, ma grazie alla chiarezza della Chapman ho scoperto un mondo astronomico affascinante e ho compreso concetti ostici finora. Le pagine dell’autrice si caratterizzano per mostrare come le scoperte scientifiche siano una continua evoluzione e ci sia sempre qualcosa da scoprire, a volte in modi curiosi e altre nei modi tradizionali.
A completare un libro che merita di comporre la libreria personale ci sono alcune immagini di galassie, della ragnatela cosmica, dell’Hubble Ultra-Deep Field e altre.
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Un libro perfetto per...
Appassionati di astrofisica o adulti che vogliono approcciare ad alcune scoperte scientifiche sulle stelle.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La prima luce. L’accensione delle stelle all’alba del tempo
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