La nebbia sale dalla terra
- Autore: Antonella Presutti
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Arkadia editore
- Anno di pubblicazione: 2026
Tra le scrittrici del primo Novecento condannate all’oblio da mode, scelte editoriali e pregiudizi di genere, malgrado il successo tra i contemporanei, c’è Lina Pietravalle, che diede un contributo significativo al debutto del Molise in letteratura. Da tempo i suoi libri non risultano in commercio e nel circuito di mercatini e usato sono diventati perle rare. A lei la scrittrice, docente, intellettuale molisana Antonella Presutti dedica il romanzo La nebbia sale dalla terra, pubblicato nel 2020 e appena riproposto in una nuova versione da Arkadia Editore (2026).
Lungi dal voler essere una biografia in senso stretto, estranea alla sensibilità dell’autrice, il libro ripercorre con un impianto destrutturato, polifonico e corale, la vita di Lina Pietravalle.
Immagina che Lina, i congiunti, altre figure apparentemente secondarie tornino a incontrarsi nei luoghi del cuore perché la loro è una geografia dell’anima. Vogliono finalmente dirsi ciò che hanno provato, taciuto, nascosto, finto di ignorare. Le loro voci rimbalzano da un capitolo all’altro, ad arricchire con numerose sorprese il quadro spirituale e umano di chi non vuole essere dimenticato.
Il lettore ricostruisce fatti, personaggi, legami affettivi dall’incrocio di diverse prospettive nel segno dello scavo psicologico e di uno stile adattativo in base al carattere, al ruolo, all’estrazione sociale. Quanto al tempo, la vicenda si aggrappa al tempo fermo di un destino già scritto o a quello basculante della memoria, volteggia in un altrove in cui il confine tra vita e morte, quindi il tempo, non hanno più importanza.
Al centro del campo visivo ed emotivo si staglia la casa avita, la vera protagonista del romanzo, che al pari degli individui segue le stagioni dell’esistenza. Sboccia, invecchia, va in rovina. È probabile che Antonella Presutti abbia preso in prestito proprio dalla penna della Pietravalle l’idea di antropomorfizzarla, con quel solco femmineo che possiedono le dimore. Qui è la casa a parlare:
Gli animali che mi hanno abitata, i fruscii, le voci discordanti, la paura notturna, la gioia nelle ore assolate […] Il segreto di questo luogo è troppo profondo, intacca le fondamenta […] Se qualcuno venisse nel mio sottotetto dove nessuno può arrivare scoprirebbe un segreto.
Insieme al casino di campagna detto La Cipressina, dove Lina Pietravalle trascorse un’infanzia magica e privilegiata, questo palazzo diventa depositario di ricordi, segreti, verità nascoste e negate, gioie, malinconie e solitudine. Diventa il luogo dell’abbandono e del ritorno, del desiderio di restare e la necessità di andare; spazio identitario come tutti i luoghi che non ci lasciano mai soli, perché anche “la fuga è il modo migliore per restare”. Entrambi conservano l’impronta di chi li ha vissuti, che poi è l’asse portante del bellissimo romanzo dal titolo I sopravvissuti, scritto a quattro mani da Antonella Presutti e Gianna Piano, che ricostruisce il genius loci di uno dei tanti borghi fantasma del nostro territorio:
Alcuni luoghi non sono nati per la solitudine e, anche quando il tempo li oscura, mantengono echi di voci e presenze. O forse è così per ogni posto.
A fare da comprimario c’è la nostalgia: sull’onda dei ricordi si nutre della memoria e aiuta a vivere il presente, perché le emozioni perdute o rimpiante ci fanno capire chi siamo e chi siamo diventati.
Il paesaggio è dipinto con i colori della terra dai tratti scavati o fertili - lavorata dalla fatica dei contadini, lasciata allo stato brado, abbandonata dopo il tradimento del tempo - su cui aleggia un destino già tracciato. Ad esso donne e uomini sembrano obbedire seguendo logiche diverse. Una cultura millenaria, un’atavica indolenza li trattengono rispettivamente dal deviare il corso degli eventi. Accade a Don Ferdinando, padre di Lina, al fratello Michele e alla madre e alla sorella Isabella. Accade a Lina. Lo sanno i servi e coloro che a titolo di sottoposti gravitano intorno al palazzetto. Ma questa legge non scritta vale per tutti oppure no? Costruiti intrecciando storia e invenzione dopo un’accurata ricerca, tra i personaggi sono valorizzate le quote rosa per coraggio, determinazione, resilienza nell’affrontare gli insulti della vita.
Per penetrare meglio lo spirito del libro, le affinità elettive, il comune sentire che vincolano l’autrice alla protagonista, diamo un’occhiata al loro profilo.
Giornalista e scrittrice, Lina Pietravalle (1887-1956) cresce nella ricca e colta borghesia molisana. Originario di Salcito, paese in provincia di Campobasso del quale i Pietravalle erano stati feudatari, suo padre era medico, deputato e vicepresidente della Camera dei Deputati. Scarse le notizie materne. Lina studia in collegio a Torino e visse altrove, ma grazie ai soggiorni a Salcito considerò come proprio il Molise, la terra di origine dei suoi genitori; lei infatti nacque in Puglia, a Fasano in provincia di Brindisi. Risalgono alla seconda metà degli anni Venti i suoi racconti e romanzi ambientati in un Molise favoloso e realistico in un singolare incontro tra verismo, decadentismo, tracce autobiografiche che suscitarono l’interesse della critica. Tra i sostenitori anche Curzio Malaparte. Una donna determinata, due mariti, una vita avventurosa segnata da amarezza, perdite, lutti.
Antonella Presutti è nata e vive a Campobasso. Docente di lettere, si occupa di cultura e ricerca letteraria. È presidente della Fondazione Molise Cultura, che tra le finalità ha la promozione di festival, mostre e convegni a livello nazionale e internazionale. Nel 2021 Arkadia ha pubblicato Il rianimatore. Da La nebbia sale dalla terra è stato tratto lo spettacolo omonimo con Paolo Benvegnù e Miro Sassolini.
La nebbia sale dalla terra (SideKar Vol. 1)
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Un libro perfetto per...
A chi ama la scrittura psicologica e raffinata
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La nebbia sale dalla terra


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