Da qualche tempo sentiamo parlare sempre più spesso di guerra ibrida. All’inizio, lo confesso, quella parola mi lasciava perplessa. Ci sono guerre vere, con bombardamenti, morti e città distrutte, come quella in Ucraina e quelle in Medio Oriente; che cosa poteva mai essere una guerra "ibrida"? Mi sembrava quasi una guerra meno grave perché meno visibile. È proprio da questa domanda che ho iniziato a leggere La guerra segreta. Putin e Trump contro l’Europa di Antonio Talia (Fuoriscena, 2026). Arrivata alla fine del libro, la mia idea è cambiata. Ho capito che la guerra ibrida non è una guerra di serie B: è una guerra che utilizza strumenti diversi, spesso difficili da riconoscere. Droni, interferenze del GPS, attacchi informatici, sabotaggi, navi fantasma, ma anche energia, infrastrutture, comunicazione e informazione possono diventare strumenti di conflitto.
Ed è proprio quest’ultimo aspetto che mi ha fatto riflettere di più. La guerra può entrare nella nostra vita attraverso uno schermo, una notizia, un video, una fotografia, un meme. Nel capitolo dedicato ai meme ho capito quanto possa essere potente un messaggio semplice, capace di circolare rapidamente e di suscitare emozioni. Non significa che ogni meme sia propaganda, ma la comunicazione è ormai diventata una parte importante della competizione politica.
Talia parla anche del fenomeno Vannacci. Il suo libro, nato come autopubblicazione, diventò rapidamente un caso nazionale, anche grazie alle polemiche che lo accompagnarono. Il caso Vannacci mi ha fatto riflettere sulla forza che oggi può avere un messaggio politico quando riesce a circolare rapidamente nella rete. Un messaggio semplice, provocatorio, capace di suscitare reazioni forti, può raggiungere in poco tempo un pubblico molto vasto.
Talia inserisce questo fenomeno nel discorso più ampio sulla comunicazione e sull’influenza politica. Non significa, naturalmente, che ogni messaggio che circola in rete sia propaganda o che dietro il successo di Vannacci ci sia necessariamente una regia russa. Il punto che mi interessa è un altro: quanto può diventare potente un messaggio quando la rete ne moltiplica la diffusione e le reazioni?
Talia sostiene che la Russia stia cercando di esercitare la propria influenza sull’Europa attraverso una strategia che utilizza anche disinformazione, interferenze e rapporti con ambienti politici e sociali diversi. Nel libro affronta anche il ruolo della Chiesa ortodossa russa e del patriarca Kirill nel rafforzamento di una visione tradizionalista contrapposta ai valori liberali dell’Occidente. Ma il libro non parla soltanto della Russia. Nel titolo compare anche Trump, e Talia cerca proprio di mettere a fuoco ciò che, secondo la sua ricostruzione, può avvicinare la politica del Cremlino a quella della nuova amministrazione americana.
La cosa che mi ha colpito è che il confronto non riguarda soltanto Putin e Trump come persone, ma due modi di guardare al mondo e al ruolo dell’Europa. Talia vede in entrambi una messa in discussione di quell’ordine internazionale fondato su regole e alleanze nel quale l’Europa ha cercato di muoversi per decenni. È un’interpretazione che il lettore può discutere e sulla quale si possono avere opinioni diverse. Ma è proprio questo il punto interessante del libro: costringe a guardare il presente senza dare per scontati gli equilibri sui quali siamo cresciuti.
Alla fine, però, il tema che più mi rimane è l’Europa. Un’Europa spesso divisa, lenta, appesantita dalla burocrazia e dalle difficoltà nel prendere decisioni comuni. Ma, nonostante tutto, ancora uno spazio nel quale diritti, libertà e regole democratiche sono valori fondamentali. Forse è proprio questo che ho imparato leggendo il libro. La guerra ibrida è difficile da riconoscere perché non sempre arriva con le bombe. Può arrivare attraverso le informazioni, le immagini, le paure e le divisioni. Per questo, oggi, credo che capire la nostra epoca significhi anche imparare a chiederci come ci vengono raccontati i fatti, chi cerca di influenzare la nostra percezione della realtà e quanto siamo consapevoli di ciò che condividiamo e crediamo.
Ho iniziato questo libro chiedendomi che cosa fosse la guerra ibrida. L’ho finito con una domanda che prima non mi ponevo: quanto siamo capaci, oggi, di riconoscere ciò che sta accadendo intorno a noi?
- Autore: Antonio Talia
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La guerra segreta. Putin e Trump contro l’Europa
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