La fertilità del male
- Autore: Amara Lakhous
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: E/O
- Anno di pubblicazione: 2026
Amara Lakhous, nato in Algeria, ha vissuto in Italia a lungo e ha scritto numerosi romanzi nella nostra lingua; molto noto è divenuto poi un romanzo, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, un best seller tradotto in molte lingue, che gli ha dato fama. Ora però vive e insegna negli Stati Uniti, e questo suo nuovo romanzo, La fertilità del male (2026), è stato tradotto dall’arabo per E/O da Francesco Leggio.
Si legge con qualche difficoltà questa storia che si svolge a Orano, in Algeria, tra un tempo vicino a noi, tra il 5 luglio 2018, giorno in cui si celebra l’anniversario dell’Indipendenza dell’ex colonia francese, e gli anni precedenti, quelli in cui il paese ha vissuto la colonizzazione e la rivoluzione che l’ha portata, dopo attentati, torture, morti e tradimenti, alla liberazione dalla Francia e dal suo oppressivo dominio razzista.
Anno 1958, estate 1962, 1965, 1976, anni 90…. Il libro si apre con un delitto, il morto è Miloud Sabri, un personaggio noto e potente, perché era stato un eroe della guerra di liberazione. L’uomo era stato trovato sgozzato e con il naso tagliato, una pratica che era stata usata per definire traditore chi ne era vittima. Nella sua lussuosa villa a Orano arriva il poliziotto che si dovrà occupare dell’indagine, il colonnello Karim Soltani, aiutato dalla giovane tenente Malika Derraji. La ricerca del colpevole della feroce uccisione di un uomo potente, dal passato oscuro, occupa tutta la trama del libro ed è l’occasione per l’autore per ripercorrere a ritroso la storia del suo paese, a partire dal terrorismo che occupò gran parte del processo che portò, alla fine, alla scelta del generale De Gaulle di concedere l’indipendenza alla terra che non voleva più i francesi.
I personaggi che compaiono nella storia sono numerosi, i loro nomi difficili da ricordare, malgrado Lakhous anteponga al romanzo l’elenco dei diversi personaggi e il loro ruolo nel racconto, per facilitare ai lettori uno svolgimento dei fatti che, nell’alternarsi dei tempi e degli intrighi, dei tradimenti, dei cambi di prospettiva, caratterizzano questo racconto.
Zahra Mesbah, una pasionaria dal nome di battaglia Dolores, moglie di Miloud Sabri, è la personalità più forte di tutta la narrazione e occuperà molta parte di questo processo che va dagli anni della lotta armata, degli attentati, dei tradimenti, delle torture, delle uccisioni e delle fughe fino ai giorni nostri. Per noi lettori italiani una storia molto poco nota, se si eccettua La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, film di culto che non a caso viene ricordato qui dall’autore.
La fertilità del male è un libro interessante ma, a mio parere, molto lontano dalla vivacità e brillantezza dei testi italiani di Amara Lakhous.
La fertilità del male
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