- Autore: Clelia Lombardo
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Avagliano
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788883094613
La felicità del padre (Avagliano, 2026) è il più recente romanzo di Clelia Lombardo, autrice di diverse poesie e romanzi, scrittrice siciliana dalla sensibilità spiccata. Scrittura delicata, autentica, capace di cogliere ogni minima sfaccettature dei sentimenti. Un terremoto devastante coglie improvvisamente i paesi della valle del Belice in Sicilia; distruzione, macerie, devastazione fanno da cornice al racconto. Una narrazione profonda, ricca di emozioni contrastanti tra paure e incertezze, amore, rabbia e dolore.
Un padre e la piccola figlia ripercorrono tra le macerie - con un passo felpato e delicato - la vecchia casa andata distrutta dal violento sisma. Ogni passo è leggero e allo stesso tempo deciso, tra i timori di un nuovo crollo di pietre, travi e calcinacci. Passi che ricalcano il passato; negli anfratti della memoria riaffiorano ricordi dolorosi, a ogni passo che avanza la mente scorre sempre più lontana. Odori, ricordi che squarciano l’anima, un padre sommerso da un dolore indicibile per la perdita dell’amata consorte avvenuta l’anno prima, la madre della figlia. Una sofferenza condivisa e silenziosa. Un filo sottile sospeso, dove porre i propri passi, uno dopo l’altro, come due funamboli che avanzano lenti, attenti, in un perfetto equilibrio, per non cadere nel vuoto; il vuoto dell’abisso, il buio dell’oblio.
Un equilibrio precario scorre lungo un binario: il padre e la bambina. Il tempo scorre, insieme a pensieri, ricordi lontani. Echi che squarciano l’anima, vite spezzate, frantumi, cocci da riassemblare in uno scenario devastante, dove aleggiano immagini e onde in tempesta: un passato che urla, ricordi ridondanti rigano il viso di un uomo appeso tra vita e il buio della morte.
L’innocenza di una bambina avvolta nella morsa di un inverno gelido che attanaglia anche il cuore; lei segue i passi dell’amato padre che cerca di aggrapparsi a quello che resta, fra calcinacci, rovine e devastazione del cuore. Si sorreggono a vicenda. Innocenza e consapevolezza della caducità della vita, incertezze del futuro e la forza della speranza.
Giochi tra memoria, segreti e ricordi di famiglia. Un paesaggio fiabesco, quello de Il Gattopardo, Santa Margherita, la casa dei nonni materni che in quel giorno freddissimo è solo una ferita tra distruzione e rovine. Un limbo tra il vivere o lasciarsi andare in balia di onde oscure. Fragori gelidi, rumori che ricordano una nave che piano piano si spezza e si lascia trascinare negli abissi più profondi.
L’innocenza, il candore di un’anima pura, l’amore profondo di un sentimento assoluto di una bambina che pur non comprendendo i silenzi del padre, urla e brama la vita, il futuro che può essere ricostruito, retto anche tra gli squarci più profondi di un precipizio. I ricordi e le risate rimbombano a ogni passo disperato verso una rinascita, una nuova alba retta tra amore e speranza.
La penna dell’autrice scorre con destrezza ed emotività, traduce ogni singola parola in un’espressività profonda e trascina il lettore in una riflessione unica. La vita può essere ripercorsa e si può darle un significato tutto personale. Rinascere anche dalle rovine.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La felicità del padre
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