Tanto è stato detto e scritto sul valore di questo ed altri premi letterari, mettendone in evidenza carenze e aspetti critici; tuttavia resta il fatto che il Premio Strega, con le sue proposte e decisioni, contribuisce a guidare il panorama letterario italiano perlomeno per una certa fascia di lettori.
L’Autore Dante: il premio della Società Dante Alighieri
Il Premio Strega si declina in molte forme. Oltre al vincitore indiscusso della cinquina (a volte sestina) della fase finale di selezione, viene anche riconosciuto un attestato di merito a un’opera particolarmente apprezzata da una giuria di giovani, un premio recentemente istituito va anche alla poesia, si propongono in lizza parallelamente anche opere per bambini e ragazzi, oltre a conferire un riconoscimento a un’opera straniera tradotta in italiano.
Tra questi, esiste altresì un premio per il cosiddetto Autore Dante, che forse rimane meno noto perché interno al circuito della Società Dante Alighieri; tuttavia ricopre un certo interesse socio-culturale.
Nella fase di selezione che intercorre tra la prima scrematura operata dagli Amici della domenica e la cinquina finale, ovvero quando è pronta la ben nota dozzina dei candidati ufficiali, la rete dei lettori che compongono la giuria è molto estesa. Tra questi, grazie a un accordo di collaborazione con la Fondazione Bellonci, appare la Società Dante Alighieri che, da alcuni anni, ha costituito appositi Presidi letterari all’interno dei propri comitati sparsi nel mondo con il preciso compito di divulgazione della letteratura italiana.
Tali Presidi letterari hanno la facoltà di partecipare con la propria votazione alla giuria di selezione che andrà a costituire la cinquina finalista. La sede centrale della Dante Alighieri, a Roma, si incarica inoltre di contabilizzare i voti dei diversi comitati partecipanti per stabilire quale autore abbia incontrato le loro preferenze, che possono talora coincidere con il vincitore finale ma possono anche, e spesso accade, differire.
Negli ultimi anni gli autori Dante sono stati i seguenti:
- 2022 – Alessandra Carati, E poi saremo salvi;
- 2023 – Rosella Postorino, Mi limitavo ad amare te;
- 2024 – Raffaella Romagnolo, Aggiustare l’universo;
- 2025 – Michele Ruol, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia.
Pertanto, la Società Dante Alighieri assegna ogni anno un riconoscimento all’autore che ottiene il maggiore consenso da parte della propria rete internazionale di lettori, riconoscimento che si distingue per la natura del suo sguardo. Il Premio Autore Dante nasce da comunità di lettori che condividono la lingua italiana come luogo di appartenenza, ma che la abitano da contesti lontani, spesso plurali, sempre attraversati da altre lingue e altre tradizioni culturali.
Leggere da lontano: un prezioso sguardo da fuori
I Presidi letterari della Dante sono circoli di lettura sparsi in molti paesi, composti da italiani e italofoni che leggono la narrativa contemporanea italiana come si legge ciò che continua a parlare, anche quando si è altrove. Leggere da lontano significa mantenere un legame con le proprie radici che tocca molti aspetti.
La vita all’estero offre molteplici opportunità di apertura a lingue e culture diverse, pur causando un inevitabile distanziamento dalla propria lingua madre. Nei processi psicolinguistici di apprendimento è stato evidenziato quanto le lingue, a contatto con altre lingue, assistano a fasi di progressi ma subiscano anche deterioramenti nel corso della vita e la lingua madre non ne è esente.
Dunque leggere dall’estero significa mantenere saldo un legame a rischio degrado, tuttavia non si tratta solo di questo. Leggere mantiene viva anche quella conoscenza di un mondo che riecheggia di passato per chi non la abita quotidianamente. Vivere lontani dalle proprie radici può causare una forma specifica di stress cronico e prolungato conosciuto sotto il nome di Sindrome di Ulisse. A ciò si può accompagnare un meccanismo di difesa in base al quale l’immaginario legato al Paese di origine assume nel tempo contorni sfumati tendendo a divenire una sorta di miraggio di un luogo idealizzato che nella realtà non coincide con il ricordo distorto della memoria. Ciò dovuto sia a un processo di sublimazione di un tempo che non tornerà più, sia all’inesorabile mutamento del Paese di origine al passo con i tempi.
Dunque la narrativa contemporanea svolge, in tale contesto, il prezioso compito di creare un ponte simbolico tra il presente ed il passato, tra il qui e l’altrove, ponte necessario per mantenere delle radici salde, linguistiche, culturali ma anche individuali e profonde, che contribuiscono a definire l’identità del migrante.
Ogni anno i lettori della giuria, tra cui quelli dei Presidi letterari Dante, affrontano, in tempi necessariamente concentrati, la lettura dei dodici libri candidati al Premio Strega: un esercizio di attenzione e di fiducia nella letteratura, che porta alla discussione collettiva e infine a un voto condiviso. La rapidità del processo non riduce la profondità dello sguardo; al contrario, la intensifica, costringendo a interrogare i testi nella loro capacità di restare, di risuonare, di aprire spazi di riflessione.
Da questa pratica nasce un consenso che non è soltanto quantitativo, ma simbolico. Il voto dei Presidi Dante riflette una relazione con la narrativa italiana che si misura con la distanza e con l’esperienza quotidiana del confronto culturale. Letta dall’esterno, la letteratura tende a mostrarsi per la misura in cui riesce a superare i confini immediati del contesto.
Autore Dante: la letteratura come spazio condiviso
Dal 2009, anno in cui la collaborazione tra la Fondazione Bellonci e la Società Dante Alighieri ha preso forma stabile, questo sguardo collettivo esterno è entrato a far parte della giuria del Premio Strega. Non come voce alternativa, ma come presenza complementare: una linea di ascolto che attraversa la geografia e restituisce alla narrativa italiana la misura della sua circolazione.
Il Premio Autore Dante diventa così il segno di una comunità di lettori che, pur vivendo in contesti diversi, continua a riconoscersi nella lingua e nel suo uso letterario. Una comunità che legge, discute, seleziona e che, attraverso questo gesto, rinnova un’idea di letteratura come spazio condiviso, capace di sottrarsi alla chiusura e di restare in dialogo con il mondo. In questa prospettiva, la distanza non è un allontanamento, ma una forma di messa a fuoco che dialoga con le radici di una comunità unita nel suo sostrato culturale.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La Dante al Premio Strega: il ruolo dei Presidi letterari della Società Dante Alighieri
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