- Autore: Piergiorgio Pulixi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2025
Piergiorgio Pulixi è un narratore impareggiabile e ogni suo romanzo ci fa venire voglia di leggere i suoi scritti noir. Una scrittura di grande caratura, che dire che è solo uno che confeziona letteratura di genere è una bugia invidiosa. Aspettiamo che si liberi da troppo sangue e troveremo un raccontatore di novelle.
Questo è il migliore dei suoi romanzi e ha come titolo L’uomo dagli occhi tristi (Rizzoli, 2025). Correte, correte contro il tempo, ispettrici Eva e Mara, prima che i segreti vi travolgano!
Siamo in Sardegna, in un paese che non esiste ma che ha boschi e laghi e si trova in Ogliastra. In una notte fredda e cupa, un contadino che si sveglia presto per i suoi lavori vede un motoscafo nel lago e fa passare parecchio tempo prima di controllare se c’è qualcuno e si accorge che c’è un ragazzo giovane, travestito da donna del tabarin, ma la poliziotta sul posto afferma che è un trucco messo da un altro uomo, troppo ombretto, rossetto sbavato, un eccessivo uso di cipria. È molto bello, Michelangelo: da un po’ di tempo aveva detto ai genitori di essere gay, ma la famiglia lo sapeva da tempo e l’unica preoccupazione era di non incappare in tizi strani o viziosi. Ma Michelangelo, detto Michi, ha gli stessi amici di scuola, studia il giusto, da quando ha diciassettenne anni esce spesso, e i genitori si fidano. Ma una mattina in cui non torna a casa ricevono la notizia dalla squadra di polizia che Michi è morto ed è stato ucciso con una cattiveria gratuita (la madre non sa delle torture). Lorenza, la madre, manda un urlo che smuove le mandrie. Un dolore indescrivibile. E qui Pulixi, in poche pagine, spiega perché non ci si dimentica mai di un figlio morto, peggio di un figlio ucciso. La signora Lorenza è di colpo invecchiata di dieci anni e non è vero che il dolore diventa meno agghiacciante col tempo: sono le abitudini che permettono di sopravvivere, fare le stesse cose che si facevano con Michi.
Anche il marito è caduto in uno stato depressivo grave. Strano a dirsi, ma questo assassinio ha intorno una tale attenzione perché il motoscafo è del sindaco Daniele Enna, che, interrogato con la presenza dello spin doctor, non ha un alibi e chiede al suo segretario Frau di chiamare l’avvocato.
Nel frattempo vengono chiamate a Saruxi Mara Rais e Eva Croce, che risolvono i casi di morte in poco tempo. La disciplina? Prendere sul serio tutte le testimonianze. Tutti possono dire qualcosa senza sentirsi sminuiti dalle due donne fenomeno, che non sono proprio amiche. Perché Eva non dice il suo segreto e Mara non fiata sull’affidamento della figlia. Brave, capaci e belle, bevono, sono un po’ volgari ma questa non è amicizia, sono bravate da ispettrici, e il lettore saprà il motivo, piuttosto straziante, e il loro arrivo a Saruxi sembra più una notizia da questura, e intanto non deve uscire un fiato sulla collusione col sindaco, che ha già reso la cittadina quasi totalmente ecologica. Ma Mara, quando rivede il sindaco, ha non deliberatamente messo una maglia che ingrossa già il suo florido seno. Tutti i maschi hanno guardato almeno per qualche secondo la donna, mentre il sindaco che le ha davanti neanche un fiato, giusto un rapido sguardo; e pure il suo segretario, niente da fare - eppure il sindaco ha una bella moglie e dei figli vispi e simpatici. Sarà bisex? E quando il segretario passa tra i muratori per le future strutture, il capocantiere dice sempre “mah, è venuto a vedere il didietro dei miei muratori”. Ma fuori battuta, il paese svela segreti e bugie e dolori mai sopiti.
Che dire a Pulixi? Ha scritto un piccolo capolavoro.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’uomo dagli occhi tristi
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