Nell’attuale panorama letterario italiano, dominato da narrazioni spesso ripiegate sull’ombelico del quotidiano o costrette nelle gabbie di genere, l’ultimo lavoro di Francesco Forlani L’amico spagnolo, pubblicato dalla raffinata casa editrice Exòrma nel 2025, si staglia come un oggetto narrativo non identificato, affascinante e profondamente anomalo. Forlani – scrittore casertano da anni residente a Parigi, intellettuale cosmopolita e nomadico per vocazione – firma un libro che sfugge alle definizioni univoche. Non è un semplice romanzo storico, non è una biografia romanzata, né un’autofiction lineare; si tratta piuttosto di un’opera stratificata, una “scrittura topografica” (come l’ha definita la critica) che fa dialogare epoche diverse sotto il segno della libertà, dell’esilio e della militanza ideale.
Al centro del libro si muovono due fili conduttori distanti nel tempo ma strettamente legati sul piano emotivo e filosofico. Da un lato c’è la Storia con la "S" maiuscola, che si riverbera nella figura magnetica di Errico Malatesta, il più celebre e ricercato pensatore anarchico d’Europa. Forlani ci conduce inizialmente nella Londra del 1895, precisamente nei pressi di Trafalgar Square e al numero 9 di Grafton Street, dove esuli e rivoluzionari di ogni nazione si incrociano. Attraverso gli occhi lucidi e attenti di Olivia Rossetti (figlia e nipote dei celebri artisti preraffaelliti), assistiamo alle dinamiche vibranti, alle discussioni accese e alla clandestinità di un gruppo di visionari che consideravano la solidarietà internazionale l’unica vera patria.
Dall’altro lato troviamo la linea contemporanea, quella del protagonista Franck, un alter ego dell’autore, che si sposta dalla metropoli parigina alla volta della Spagna, e più precisamente a Saragozza – la città di Goya e di Buñuel. Franck vi si reca per condurre ricerche d’archivio su Malatesta e per rintracciarne l’eredità morale. Tuttavia, la ricerca storiografica devia bruscamente dal suo binario accademico quando Franck incontra Marioara, una giovane ragazza rom dalla bellezza disarmante e dal passato tormentato. Ricercata dalle autorità per fatti di sangue, etichettata dai media come una pericolosa criminale psicotica, Marioara si rivela a Franck in tutta la sua tragica vulnerabilità: non una folle, ma la vittima sacrificale delle miserie più inconfessabili e profonde di una Spagna profonda e dimenticata. L’indagine sul passato rivoluzionario si trasforma così in un’avventura presente di fuga, accoglienza e amore contro l’apparato repressivo del potere.
Il nucleo concettuale de L’amico spagnolo risiede nella rilettura dell’anarchia – in particolare quella "senza aggettivi" propugnata storicamente da Malatesta – non come dottrina dogmatica o violenza distruttiva, bensì come postura esistenziale, etica della responsabilità e, soprattutto, come "atto poetico". Forlani scava sotto la superficie dei documenti per recuperare l’anima di un’utopia che metteva al centro la solidarietà umana e l’amore per la libertà prima di qualsiasi calcolo politico.
Il viaggio di Franck a Saragozza diventa lo specchio dell’esilio dei rivoluzionari ottocenteschi. Il nomadismo non è vissuto come una condanna, ma come una condizione necessaria per guardare il mondo senza i filtri del nazionalismo e dell’appartenenza borghese. Allontanarsi dal proprio ambiente permette al protagonista (e di riflesso al lettore) di innescare una vera e propria rivoluzione interiore. Le donne del romanzo – da Olivia Rossetti alle figure femminili minori, fino all’impetuosa Marioara – incarnano perfettamente questa resistenza: attraversano i secoli vivendo la libertà non come un concetto astratto da dibattito, ma come una pratica quotidiana, fisica e radicale.
Francesco Forlani adotta una prosa ibrida e mutevole, che alterna con disinvoltura la precisione del documento d’archivio, il lirismo della riflessione intima e il ritmo incalzante del racconto di fuga. Il testo procede per montaggi analogici, accostando la Londra nebbiosa di fine Ottocento alla luce accecante e polverosa delle strade aragonesi. Questa stratificazione stilistica riflette appieno l’identità editoriale di Exòrma, una casa editrice da sempre attenta alla letteratura di viaggio intesa come esplorazione geografica, antropologica e letteraria.
Non vi è alcuna concessione al sentimentalismo melodrammatico: anche nei momenti di maggiore tensione o passione amorosa, la scrittura di Forlani mantiene una lucidità millimetrica, capace di soffermarsi su dettagli minimi – un’annotazione di diario, l’atmosfera di un banco dei pegni chiuso la domenica, lo sguardo dei passanti in una piazza – per restituire la complessità del reale.
L’amico spagnolo è un romanzo necessario per chiunque cerchi nella letteratura qualcosa di più di un semplice intrattenimento o di una trama lineare. È un libro che richiede attenzione, che invita a perdersi nei labirinti della memoria e della Storia, per poi ritornare al presente con uno sguardo rinnovato. Francesco Forlani ci ricorda che gli amori che finiscono (o che sembrano impossibili) e le grandi battaglie per la libertà condividono lo stesso destino: non finiscono mai davvero, ma continuano a covare sotto la cenere, pronti a riaccendersi ovunque ci sia un corpo che si ribella e un cuore che decide di ospitare un fuggiasco. Un piccolo gioiello di letteratura libertaria, nomade e profondamente umana.
- Autore: Francesco Forlani
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788831461788
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’amico spagnolo
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