- Autore: Mario A. Curletto e Romano Lupi
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
Con l’originale saggio L’URSS di Italo Calvino (Sandro Teti Editore 2026, pagg. 175), Mario A. Curletto, traduttore e docente di Letteratura Russa all’Università di Genova, e Romano Lupi, laureato in filosofia e storia nonché giornalista, compiono un lavoro efficace che contrassegna, senza dubbio, le celebrazioni del primo centenario della nascita (2023) dello scrittore Italo Calvino.
Svariate sono state le pubblicazioni per celebrare l’importante centenario, ma i nostri sono stati ancor più attenti, ma soprattutto originali: infatti hanno riletto un passaggio fondamentale dell’opera calviniana, che fu
il taccuino di appunti costruito dal giovane Italo (ventottenne) durante il viaggio in Unione Sovietica, da cui uscì una ventina di importanti articoli pubblicati nella prima parte del 1952 sull’organo del Pci di allora, “l’Unità”.
Il Curletto e il Lupi usano un criterio coerentemente critico, in quanto non abusano dei testi citati, ma se ne servono come veri e autentici incisi, essenziali e ridotti, per ricordare, a distanza di anni, questo viaggio che colpì moltissimo lo scrittore italiano alla scoperta del continente russo uscito vincitore dalla Seconda Guerra mondiale e governato da Stalin, il “piccolo padre” al culmine del suo potere e della sua vita. Ma soprattutto si capta, e molto bene, l’entusiasmo del giovane scrittore e giornalista nel visitare questi luoghi, apprendere situazioni di vita, comprendere il modus vivendi dei russi.
Ed ecco che Italo Calvino pone in risalto, con la grandezza del suo stile narratorio (prima di essere giornalista, fu un fine scrittore) svariati aspetti della vita sovietica: le ragazze di L’vov, immagini gradevoli di una città di frontiera; la Mosca metropolitana; una partita di calcio; le code dinanzi ai negozi più o meno accessibili; i minareti e i pozzi di petrolio dell’esotica Baku; lo studio e l’apprezzamento della vita sociale, la formazione dei ragazzi e dei giovani nei rituali delle Case della Cultura. Italo Calvino fa, e perfettamente, comprendere come l’Urss dava molta importanza alla gioventù, che diventerà la classe dirigente del futuro.
Tutti questi articoli furono inseriti nel “Taccuino di viaggio nell’Unione Sovietica”, pubblicato tra gennaio e febbraio 1952 su “L’Unità”, e che poi non fu inserito nella selezione di opere per “I Meridiani” di Mondadori, ma valse al Calvino la vittoria del prestigioso Premio Saint-Vincent per il giornalismo, appunto del 1952.
Questo ampio saggio, che si legge tutto di un fiato, molto documentato, ricco di note esplicative, di citazioni, ricostruisce perfettamente l’esperienza sovietica di Italo Calvino e analizza dal punto di vista politico e letterario il contesto in cui appunto questa esperienza ha avuto luogo.
Sempre dall’introduzione:
Merito non piccolo quello di Curletto e Lupi: aver trovato nell’analisi di quei pezzi da inviato una materia e una sostanza storico-politica che arricchisce e non mortifica la personalità del più celebrato scrittore dell’anno. E avere introdotto nella disamina complessiva della produzione calviniana anche quelle pagine che non si prestano ad alcuna acritica approvazione postuma. Avvicinando perciò anche la storia dell’uomo Calvino a quelle di milioni di italiani che provarono a vedere nell’Unione Sovietica una debole realizzazione della stagione dei loro sogni politici.
E questo originale saggio è tutto qui, anche se successivamente molti si sono ricreduti sull’esempio politico russo dopo i fatti (per esempio, Budapest 1956) che non coincidevano affatto con quell’ideologia che fu da esempio per molti scrittori, giornalisti e intellettuali. E anche Calvino, dopo questi fatti, si sentì un po’ un “comunista dimezzato”, come magistralmente scrivono Curletto e Lupi nell’ultimo capitolo di questo bel libro che va letto con particolare attenzione, ma soprattutto meditato.
Il saggio di Mario A. Curletto e Romano Lupi sarà presentato domani 16 maggio, alle ore 19.00, al Circolo “La Poderosa” di Torino con Luciano Canfora e Angelo d’Orsi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’URSS di Italo Calvino
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