- Autore: Chiara Guidarini
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Seguo Chiara Guidarini da un po’ e non poteva mancare la copia prenotata, arrivata proprio il giorno dell’uscita del libro, di Imprevisto. A Milano, non si spara alla speranza (Linee Infinite, 2026). Ho divorato questo libro durante la notte. Un romanzo ipnotico, dal ritmo serrato e folgorante. Più di trecento pagine che scorrono via leggere, dove nulla è lasciato al caso.
L’autrice inizia con un cliché: sequestro di banca, poliziotta - in questo caso psicologa criminale - che deve negoziare col sequestratore. Ma lui ha chiesto "espressamente" di lei. Non un caso, dunque. Ci sono ostaggi nella banca. C’é un caveau. E c’é un commando di uomini che tiene in pugno tutto quanto. Beatrice Valli sa che è tutto nelle sue mani, soprattutto la vita degli ostaggi, tra i quali un bambino.
Il romanzo è narrato in maniera magistrale: diviso tra i giorni del sequestro, ogni capitolo un personaggio del quale l’autrice si premura di dare indicazioni. La trama principale si articola in flashback che raccontano quella nascosta: il passato, il presente, qualche illazione sul futuro. Ci sono parti veramente sorprendenti, capaci di mozzare il fiato. La narrazione è un diluvio di emozioni che portano fino alla conclusione finale tutt’altro che scontata.
Imprevisto è il nome del sequestratore. Beatrice Valli inizia con lui una vera e propria partita a Monopoli, ragionando sui doppi sensi di vie e parchi, tiri di dadi e caselle sospese. I personaggi sono fortemente caratterizzati: non perfetti, non sempre capaci di fare le scelte giuste, a volte con passati difficili alle spalle. Il lettore prova empatia per i personaggi, calandosi un po’ nelle vesti di tutti: dal maresciallo, al sequestratore, dall’ostaggio ai ruoli minori. Tutti raccontano qualcosa di questo mondo altro in cui è immersa la banca nei giorni sequestrati, tutti vedono il loro mondo per com’é veramente: e così, mentre all’interno della banca gli ostaggi iniziano a farsi delle domande, all’esterno il clima si fa sempre più vibrante di tensione carica di un’attesa spasmodica. Ciò che rende questo romanzo davvero speciale non è solo la trama intricata, ma la capacità dell’autrice di indagare la natura umana sotto pressione e giocare sulle emozioni che vibrano attraverso la linea telefonica. Un thriller psicologico. Sì. Un noir. Anche. Un accenno di erotismo. Sì. Sottotrame incisive. Sì. Non solo un intrattenimento avvincente, ma una riflessione profonda che scuote la coscienza e che non riesce mai, veramente, ad abbandonare il lettore. Nemmeno dopo che ha spento la luce.
Imprevisto. A Milano, non si spara alla speranza è un libro che ti costringe a guardare la realtà per come è davvero, spogliata delle maschere quotidiane. Attenzione: questo non è il solito thriller da ombrellone. È un meccanismo a orologeria che vi terrà col fiato sospeso fino al rintocco finale. Se cercate una lettura capace di scuotervi, un thriller psicologico che non concede tregua e che vi farà sentire parte integrante di un meccanismo perfetto, non perdete questo romanzo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Imprevisto. A Milano, non si spara alla speranza
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