Il ladro di chimere
- Autore: Giacomo D’Ambrosio
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Ensemble Edizioni
- Anno di pubblicazione: 2025
Il ladro di chimere (Ensemble Edizioni, 2025, pagg. 355) è il singolare, particolare e molto colto romanzo d’esordio di Giacomo D’Ambrosio, dottore in Lettere. Filo conduttore di tutto questo particolare romanzo, che sembra più un saggio ma anche un trattato di psicologia, è Paolo, con coprotagonista Sara e il profondo personaggio della psicanalista, Frida Battisti. Questi ultimi sono personaggi che esistono veramente e forse sono dislocati nel mondo.
È un romanzo che va sicuramente letto, in quanto sembra che siano tutti quadri a sé stanti, ma hanno un filo logico ben preciso. Caratteristica del libro in esame è la sua struttura molto scorrevole e, come scrivevo, originale. Alle volte ha anche del surreale, ma ricchissima di riferimenti storici, filosofici, letterari, musicali. Ricchissima anche la caratteristica di citazioni e riferimenti di autori famosi di tutti i tempi che Giacomo D’Ambrosio, nonostante la sua età, conosce benissimo e che ha sicuramente letto, studiato, apprezzato. Troviamo poeti, cantautori raffinati, appunto filosofi. Particolare a pag. 101 come il protagonista attiva, senza rendersene conto, una sorta di metodo baconiano, come la pars costruens e la pars destruens del filosofo empirista inglese.
Ma Giacomo narra benissimo anche i luoghi, veri e onirici, vissuti o immaginati, come Parigi, Roma, New York, Buenos Aires e Helsinki. L’autore ha voluto praticamente scrivere un diario terapeutico, divenuto appunto romanzo, certe volte un po’ ironico e dissacrante di quello che i giovani provano attualmente: un disagio psicologico giovanile. Un’analisi pressocché perfetta dell’amore, dei tradimenti, ma anche delle situazioni reali dei nostri tempi, che vanno dall’epidemia Covid-19 alla situazione mondiale con guerre decise a tavolino da persone che si ergono a sceriffi del mondo.
Molto profonda è la figura della psicoanalista, Frida Battisti, donna appassionata e professionale che un po’ ricorda, per certi suoi profondi e giusti atteggiamenti, lo Zeno Corsini di Svevo. Ma il romanzo di Giacomo D’Ambrosio potrebbe anche essere benissimo una sceneggiatura di un film sullo stile psicologico di Federico Fellini.
Nel libro ho anche captato un certo lirismo, che è dovuto alla profonda cultura dell’autore. E questa cultura appare in ogni riga, in ogni capitolo, in ogni capoverso. Giacomo D’Ambrosio è riuscito perfettamente a coinvolgerci in questo diario terapeutico tanto che, spesso e volentieri, ne avremmo necessità. Oggi purtroppo vengono meno questi momenti di riflessione, questo ritornare alle nostre letture, ai nostri studi per applicarli alla vita di tutti i giorni. E di tutto ciò ringraziamo il giovane Giacomo D’Ambrosio per questo suo romanzo di esordio, prodromo di una sicura lunga carriera letteraria e culturale.
Il ladro di chimere
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Un libro perfetto per...
a chi vuole apprezzare il mondo con la saggezza di tutti i tempi e di tutti i mondi
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