Il giardino di sabbia
- Autore: Lucrezia Lombardo
- Categoria: Poesia
- Anno di pubblicazione: 2025
Non sempre, ma spesso, capita che uno scrittore di poesia e di narrativa, dopo aver avuto riconoscimenti e targhe, riflette su cosa scrivere in futuro, e a volte capita una sorta di copia e incolla da sé stessi. Questi bellissimi versi di Lucrezia Lombardo raccolti nel volume Il giardino di sabbia (Il convivio editore, 2025) hanno un tale impatto sul lettore, che se ha letto qualcosa dell’autrice apprezza questo suo nuovo "corso" ma sente, come un fruscio, l’accortezza e la misura cui prima Lombardo ci faceva meno caso. Resta questa sua volontà nell’immergersi nella natura, di evitare città inospitali, piene di gente, macchine, cellulari e tutto ciò che le ricorda il neoliberismo, su cui tanto ha scritto, in cui il merito della persona umana è quanto ha guadagnato in vita o ha lucrato, ha accettato mazzette, favori.
Quanto sforzo per Lombardo per immaginarsi una vita diversa, che non è più la dittatura del proletariato o il comunismo sovietico, ma una specie di sospensione tra natura ed ecologia. Il rischio di misurare i versi può dilettare i lettori di poesia che sono sempre di meno, che si ritirano nelle proprie case e fanno finta che la vita familiare scorre liscia. Una rassegnazione che molto ricorda il saggio di Francis Fukuyama La fine della storia e l’ultimo uomo, che tanto fece discutere quando le idee contenute nel pamphlet arrivarono in Occidente, alla fine del secolo scorso, nel 1992 (il libro si trova tuttora nei tipi di Utet).
L’espansione del capitalismo in tutto il globo farà finire le guerre, la fame nel mondo, un cumulo di assiomi anti ansia, perché il mondo va così. È stata subito smentita la teoria di Fukuyama, con guerre e stravolgimenti, e Lucrezia Lombardo ha capito che, anche nel suo piccolo, la poesia non si fermava e sarebbe stata anarchica e libera. Ma i versi contenuti nella silloge sono bellissimi e vanno nella direzione dell’importanza estetica a detrimento del concetto di etica. Lombardo sembra sostenere che se il mondo non cambia, figuriamoci se lo fanno le opere d’arte, proprio ora che hanno più visibilità.
Condivido allora con voi lettori i versi meravigliosi de La passiflora:
Dall’infossato manto di gradini / s’affaccia il serpente / teme per la sua vita di terra, / dimora giù in basso / e il calore tutto assorbe / nel grembo di polvere. / La natura che si fa mondo / assettata di nuove nascite / e il tempo è tutto nell’indifferenza d’amore / della cinciallegra. / La morte di foglie cadute / e cieli calmi delle nostre mancanze. / Al di là del poco, del piccolo, del breve / non più che un’unghia dell’universo.
Bella, c’è poco da dire, e non sarà la cinciallegra e le foglie cadute a renderla "troppo" riconoscibile come poesia. Forse Lucrezia Lombardo è stanca di essere il bastian contrario, quella che osa a costo di prendere un ulteriore diniego. Silloge di grande caratura e stile, alla maniera di Lombardo.
Il giardino di sabbia
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