- Autori: Antonio Fanelli e Jacopo Tomatis (a cura di)
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
Un settore della discografia ancora poco considerato e analizzato negli studi di musicologia e/o etnomusicologia è quello della discografia cosiddetta “politica”. Il termine è messo fra virgolette in quanto spesso non si tratta, come si potrebbe pensare, di dischi di pura e semplice propaganda (come potevano essere, per intenderci, le registrazioni dei discorsi di Lenin, Stalin e affini realizzate in Unione Sovietica durante la guerra fredda), ma di produzioni a carattere documentario o di ricerca etnomusicologica, realizzate però attraverso un partito politico il quale produceva tali dischi, peraltro a ben limitata diffusione, in proprio o avvalendosi di una piccola realtà discografica a esso legata.
Ovviamente il repertorio prodotto era funzionale alle esigenze di propaganda del partito stesso: per questo si parla di uso politico del suono, come recita il sottotitolo del volume Il disco comunica a tutti, il libro no. Usi politici del suono in Italia, 1958-1980, a cura di Antonio Fanelli e Jacopo Tomatis (download open access sul sito nota.it). Antonio Fanelli è membro del direttivo dell’Associazione Internazionale Ernesto de Martino, mentre Jacopo Tomatis, ricercatore presso l’Università di Torino, ha al suo attivo varie pubblicazioni sulla musica italiana. Tengono seminari, sulla base di questo libro, in diverse università italiane.
Vengono subito in mente realtà di sinistra, e tale in effetti è l’orientamento che ha fatto più spesso un uso politico del disco, anche se, soprattutto all’inizio, non sono mancate le forti perplessità all’interno del partito. Il disco era considerato oggetto legato allo svago, al divertimento, non abbastanza “colto” in confronto alla parola scritta, si trattasse di un libro o di un volantino propagandistico. Per contro, però, come altre opinioni facevano notare, il disco ha una platea potenzialmente molto più estesa del libro: partendo dalla percentuale di analfabetismo che, sebbene ridotta al minimo, negli anni Sessanta era ancora una realtà di una certa importanza, non si può negare che l’ascolto abbia avuto molto più appeal della lettura, proponendo una fruizione più “disinvolta”, meno “faticosa” e meno problematica. Inoltre, il disco acquistava spesso dignità di “prova”, in quanto si dava per scontato che una registrazione non potesse che riportare i fatti esattamente come si erano svolti davanti al microfono di chi l’aveva effettuata. Che la realtà fosse ben diversa, e che anche illustri etnomusicologi del calibro di Alan Lomax, nei fatti, eseguissero un vero e proprio editing delle loro registrazioni, non era normalmente cosa nota a chi le ascoltava.
Non solo sinistra, però: vi sono stati casi, per quanto più ridotti, di discografia di destra, come quello di Leo Valeriano, un cantautore legato al cabaret di destra e ai circoli neofascisti, le cui canzoni, però, sarebbero spesso difficili da connotare in questo senso se non si tenesse conto del contesto, in quanto parlano più dei sentimenti dell’artista davanti a determinati fatti di cronaca che non di posizioni politiche definite. Del resto, anche a sinistra molte produzioni dei Dischi del Sole, dei vari Canzonieri e quant’altro hanno spesso, come si diceva, una connotazione principalmente sociale e non politicamente schierata in senso stretto.
Questi e altri argomenti vengono sviscerati e approfonditi in questa raccolta di sei saggi, alcuni più tecnici e ricchi di dati, altri più narrativi, testimonianze di esperienze personali, che ruotano attorno al mondo della discografia antagonista. Un mondo ancora tutto da esplorare, sul quale molto lavoro resta ancora da fare: sicuramente, però, i due curatori hanno aperto una strada che porterà ancora a molti risultati di grande interesse dal punto di vista storico e discografico.
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Un libro perfetto per...
A chi è interessato alla politica, alla produzione discografica o a entrambe.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il disco comunica a tutti, il libro no. Usi politici del suono in Italia, 1958-1980
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