- Autore: Ignazio Romeo
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788882436308
Un crescendo piacevole di riflessioni e considerazioni argute e briose sul quotidiano, che non lasciano di certo indifferenti in questo imperdibile piccolo ma intenso volume di Ignazio Romeo dal titolo I grilli per la testa (Lussografica, 2026). Alcune di esse hanno forse un retrogusto amaro, ma inducono ad approfondire e cercare forse di mutare un modus vivendi odierno, mutevole e a tratti consolidato che l’autore non manca di apostrofare.
Ignazio Romeo, uomo di cultura, saggista e critico di livello con collaborazioni con numerose riviste, in possesso di un esteso background di studi e ricerche, ha pubblicato, tra gli altri, saggi sul drammaturgo e regista Michele Perriera e sulla giornalista Giuliana Saladino. Questa sua ultima opera segue la precedente Prima che passi di mente, una raccolta di testi per la rivista “Segno”, 2005-2022 (edito da Lussografica, 2022), e che adesso raccoglie circa quaranta interventi e note pubblicati in rivista e sul web tra il 2022 e il 2025.
Un titolo appropriato quello di questo suo ultimo libricino di poche pagine tutte da leggere, arricchite dalle felici illustrazioni di Angela Fiaccabrini, che accompagnano la lettura con pertinenti e spiritose immagini. Vi sono all’interno brevi e incisivi articoli, appartenenti al genere dell’elzeviro, la gloriosa terza pagina culturale dei quotidiani, che si rifanno alle Bustine di Minerva di Eco e allo Sciascia di Nero su nero. In essi vi sono ben tratteggiati con efficacia fatti di attualità colti in un dettaglio significante, che svela indizi rivelatori della realtà contemporanea.
L’autore tocca temi non appartenenti all’universo dei massimi sistemi, ma quelli relativi a comportamenti e linguaggi comuni di ogni giorno, convinto che anche le più acute riflessioni non debbano mai smarrire il senso di leggerezza e l’ironia. Si riporta tutto con una scrittura leggera, riuscendo abilmente a coinvolgere il lettore nelle sue analisi e considerazioni, “grilli per la testa” che ritraggono una realtà fattuale, senza reprimenda o pretesa alcuna, non volendo altresì ostentare saggezza o presunta superiorità. Episodi di costume, alcuni pittoreschi alternati a ritratti a volte impietosi dell’odierno vivere, si susseguono, lasciando tutti traccia nella memoria, affrontando questioni di vario genere. Vedi tra i tanti, che destano tutti curiosità e interesse, quello riferito alla nascita di una democrazia via Internet, la fine dell’età del libro, lo schiavismo nei nuovi mestieri, lo sbarramento posto alle carriere dei giovani, l’eclissi della solidarietà collettiva, l’affermarsi di una società di singoli, l’ossessione delle identità. Ma ancora, tra le pieghe di una realtà a volte sfuggente e sempre mutevole ecco venire fuori come dei vizi occulti di un vivere quotidiano, scaturire aneddoti, calembour, uniti da un fil rouge di un giudizio critico sul presente.
Un insieme ben articolato di ricordi, pareri, narrazioni critiche e costatazioni anche sulla sua città natia: sul verde mancato, i rifiuti, il traffico, come pure cose che appartengono alla sua memoria personale (il calcio giocato per strada; i vecchi alberi di nespole sopravvissuti fra i palazzi, i cui frutti nessuno raccoglie) e a quella collettiva (il cancellarsi della storia dal nostro orizzonte quotidiano; le figure – come quella di Gabriello Montemagno – che hanno segnato la vita culturale della città). Ma I grilli per la testa si può leggere anche come una specie di controdizionario di parole, frasi e sentimenti d’oggi quali rabbia, negazionismo, identità, infantilismo, adrenalina, onnipotenza, furore, felicità, paranoia, individualismo, vergogna.
Distinguono la pubblicazione l’accuratezza dello stile e la sottigliezza e l’acutezza dell’osservazione; I grilli per la testa invita a guardare il mondo che ci circonda senza pregiudizi e con mente e intelligenza aperta. Significative ed emblematiche alcune citazioni dell’opera, come qui di seguito .
Da Identità e confini, p. 27:
Più passa il tempo e meno sopporto la strausata parola identità. Che vuol dire, avere o rivendicare un’identità? Si è ciò che si è senza intenzione e senza sforzo, qualcuno di terribilmente complesso e inconfondibile, e pure di banale e uguale a tutti. […] È ragionevole considerare il proprio essere così individuato e circoscritto come se fosse una proprietà registrata al catasto? Dove si dice ad alta voce identità si vuole rendere irreparabile una diversità da qualcos’altro, segnare un confine. In sostanza, costruire un muro.
Da I fantasmi e la storia, pag. 15:
Ci sono avvenimenti su cui nessuna sconsacrazione potrà avere effetto. Il venticinque aprile millenovecentoquarantacinque ha segnato la fine di un incubo riassumibile in tre semplici parole: guerra, dittatura, tedeschi.
L’altra faccia di questa indifferenza alla storia è l’irriducibilità polemica della destra ora al potere.
E ancora da Cucù!, pag. 30:
Oggi in politica gli infantilismi non solo sono ampiamente sdoganati, ma proprio usati come fonte di consenso. Il risultato inquietante è che pure cose che suscitano giustificato timore (che so, una seconda presidenza Trump), non riusciamo a non vederle anche nel segno di una esplicita bambinaggine. Ciò che è sinistro può essere ridicolo, e viceversa.
E in ultimo, da Un pessimo servizio, p. 33:
Ridotta a due parole facili facili, l’ignavia civile palermitana non consiste in altro, che nell’attesa che venga un cameriere e faccia lui quello che c’è da fare. È questo il gran retaggio della capitale barocca, questo il residuo dei fasti della belle époque: la fantasia di essere tutti signori da servire. In una variante più domestica, invece del cameriere si aspetta che venga la mamma. Variante relativa, perché la vecchia tradizione vuole che i confini tra la mamma e la cameriera siano alquanto sfumati. E mentre non succede nulla, ci domandiamo stupefatti: ma com’è possibile? ma non è una vergogna?
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
lettore appassionato di Storia, cronaca, attualità, costume
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I grilli per la testa
Lascia il tuo commento