- Autore: Giacomo Papi
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2020
In un mondo in cui le ondate epidemiche si susseguono una dopo l’altra, gli psicofarmaci sono diventati fondamentali per riuscire a tenere sotto controllo il popolo recluso, al punto che il Previdente (no, non è un errore) del Consiglio stabilisce che vengano rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale. Ecco allora arrivare Happydemia, una società (omonima al titolo del romanzo di Giacomo Papi, edito da Feltrinelli nel 2020) che si occupa di consegnare ansiolitici, antidepressivi e soprattutto sonniferi, grazie a una vasta rete di rider, anzi di “consegnator”, che divengono gli unici autorizzati a muoversi liberamente in tempo di lockdown.
Spronato da un amico, anche Michele decide di entrare a far parte di questo esercito, sebbene suo nonno Attilio, con il quale convive, sognasse per lui un futuro universitario, per seguire un nuovo corso di studi, Teorie e tecniche dello Smart Working, del quale in giro si sentiva parlare benissimo.
Mentre i politici discutono della possibilità di imporre, proprio grazie all’utilizzo di sonniferi e tranquillanti, una rotazione nelle ore di riposo che permetta a tutti di uscire di casa, ma a orari prestabiliti per non creare assembramenti, i consegnator divengono bersaglio delle invidie e della rabbia di larga parte della popolazione che, ormai stremata dalla “cattività”, riversa su di loro la propria violenza, accusandoli di essere degli untori. Il risultato è una protesta che, partendo dai consegnator, finisce per coinvolgere tutti i rider, portando al blocco della circolazione delle merci.
Nel bel mezzo della protesta, il ventenne Michele, che non ha ancora provato la gioia di poter dare un bacio poiché i baci erano stati “vietati all’inizio della seconda epidemia”, diversi anni prima, conosce finalmente l’amore, grazie all’incontro con una misteriosa ragazza di nome Miriam, avvenuto proprio nella sede di Happydemia.
Quella su cui è costruito questo breve romanzo è una storia semplice, che riporta facilmente la mente del lettore a un passato non troppo lontano, durante il quale tutti abbiamo vissuto la rabbia e la frustrazione della reclusione forzata e della paura del contagio. Tra mascherine e scarpe lasciate fuori dalla porta di casa per non rischiare di portare il virus all’interno, ci ritroviamo ad affrontare temi che ci sono risuonati nelle orecchie per molto tempo: la necessità di proteggere i più anziani, i tentativi talvolta goffi dei governanti di imporre un freno al contagio, il dilemma tra fermare le nostre vite per sopravvivere e cercare invece di vivere veramente rischiando anche di morire.
Con un registro che si muove tra la satira e l’ironia, Giacomo Papi torna, dopo il grande successo del Censimento dei radical chic, con un nuovo libro che si propone di farci riflettere e divertire. Tra riforme di improbabili governi, impoverimento crescente, complotti di complottisti, negazionisti che negano anche la loro stessa esistenza, lo scrittore prova a indagare con sagacità e umorismo i nostri tempi, arrivando a toccare una molteplicità di temi, non ultimo quello dell’immigrazione.
E proprio questa voglia di non lasciare niente di non detto è l’unico punto debole di un libro arguto e riflessivo, che si legge molto piacevolmente. Nel lettore rimane una sensazione di frammentarietà e di sospensione, perché non tutto quello che viene messo sul tavolo è poi affrontato in profondità; i rapporti costruiti tra i personaggi sembrano talvolta incompiuti, talune vicende si esauriscono in superficie. In un romanzo intelligente e ben scritto, resta insomma un po’ di amaro in bocca: la miccia viene accesa ma si consuma senza arrivare mai alla vera esplosione.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Happydemia
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