- Autori: Filippo Landini - Alessandro Casolari
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2015
- ISBN: 9788867181049
Nel vasto panorama della saggistica dedicata alle controculture e al fenomeno del tifo organizzato in Italia, esistono opere che riescono a superare la superficie del semplice resoconto statistico o della cronaca scandalistica per restituire la carne, il sangue e l’anima di un’epoca. Gruppo d’azione. Sovvertire l’ordine, creare il caos. Ottobre 1986, scritto a quattro mani da Alessandro Casolari e Filippo Landini ed edito da Red Star Press all’interno della collana “Hellnation Libri” (2015), appartiene indubbiamente a questa ristretta categoria. Il volume non è solo la cronaca dettagliata di una delle firme ultras più irrequiete e temute del panorama italiano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta – quella legata alla Curva Ovest della Spal, a Ferrara –, ma si configura come un vero e proprio saggio di antropologia urbana e di microstoria sociale.
Il punto di partenza del libro è un contrasto geografico e sociale di grande impatto. Ferrara viene storicamente dipinta, nell’immaginario collettivo, come una tranquilla, quasi sonnolenta cittadina della provincia emiliana, legata a ritmi compassati, alle biciclette e a un benessere diffuso. Tuttavia, sotto questa superficie patinata e borghese, gli autori scoperchiano una pentola a pressione pronta a esplodere. Nel 1986, un centinaio di ragazzi decide di siglare la propria militanza in curva sotto il nome di Gruppo d’Azione. Non si trattava di semplici tifosi, ma di una comunità d’intenti che trovava nello stadio il catalizzatore di un malessere, di una noia e di un bisogno di identità radicale che la società civile non riusciva né a comprendere né a incanalare.
Casolari e Landini, che di quella stagione sono stati protagonisti in prima persona, scelgono la via dell’onestà intellettuale totale. Non c’è traccia, nelle oltre duecento pagine del testo, di autoassolvimento o di sterile romanticismo nostalgico. Al contrario, la narrazione affronta senza censure la violenza, gli eccessi, l’uso di sostanze e lo scontro frontale con le forze dell’ordine e con le tifoserie rivali. Il motto ideale che emerge dalle pagine, "sovvertire l’ordine, creare il caos", non era un semplice slogan da scriver sui muri, ma un programma esistenziale quotidiano per una generazione cresciuta all’ombra del riflusso politico degli anni Ottanta.
L’efficacia del libro risiede nella sua struttura corale e documentaristica. Pur mantenendo un ritmo serrato da romanzo d’azione, il testo si avvale di una preziosa sezione fotografica in bianco e nero che funge da testimonianza visiva indispensabile, mostrando volti, striscioni e piazze di un’Italia che non c’è più. La scrittura è asciutta, diretta, priva di fronzoli accademici ma dotata di una straordinaria forza evocativa. Gli autori riescono a far respirare al lettore l’odore dei fumogeni, il brivido dei viaggi in treno verso stadi ostili e la tensione che precedeva il contatto fisico con le fazioni opposte.
Un aspetto particolarmente riuscito dell’opera è la capacità di legare le dinamiche ultras alle mutazioni sociologiche del periodo. Come ricorda una delle riflessioni centrali sul background culturale del gruppo, questi ragazzi ereditarono dalla generazione precedente – quella del movimento del ’77 – due elementi fondamentali: la propensione allo scontro urbano e la cultura dello sballo. Tuttavia, svuotati dell’ideologia politica tradizionale del decennio precedente, gli ultras del Gruppo d’Azione riorganizzarono questi elementi attorno al perimetro della maglia, della città e della difesa del proprio territorio, trasformando la curva in una zona temporaneamente autonoma regolata da codici propri.
Red Star Press si dimostra ancora una volta una casa editrice attenta a pubblicare materiali che rivendicano la memoria delle culture subalterne. Gruppo d’azione risponde colpo su colpo ai teoremi mediatici e ai facili allarmismi dei benpensanti dell’epoca, restituendo dignità storica a un fenomeno che per anni è stato liquidato semplicemente sotto la voce "ordine pubblico". Certo, gli eccessi ci furono e gli autori non li negano – il capitolo significativamente intitolato "Colpire tutto, educare nessuno" esplicita chiaramente il rifiuto di qualsiasi funzione pedagogica o moderata –, ma ciò che emerge con forza è il senso di solidarietà, la fratellanza d’acciaio e il calore umano di una gioventù che rifiutava l’omologazione consumistica degli anni dell’edonismo reaganiano.
In conclusione, Gruppo d’azione è un libro fondamentale non solo per chi ama il calcio romantico o la cultura ultras delle origini, ma per chiunque voglia comprendere le dinamiche di aggregazione giovanile e di ribellione nella provincia italiana di fine Novecento. Alessandro Casolari e Filippo Landini hanno firmato un documento storico di rara potenza: una narrazione viscerale, scritta da chi c’era, che non cerca l’approvazione del lettore ma ne pretende l’attenzione. Un’opera potente, ruvida e necessaria che merita un posto d’onore in qualsiasi biblioteca dedicata alle controculture.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Gruppo d’Azione
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